Odio online: la “faida” degli ex sindaci Corsini querela Mancuso, il caso finisce in tribunale
La denuncia non sembra preoccupare Mancuso che, anzi, si dice pronta ad attaccare
RIO. Entrambi ex sindaci, ed entrambi avvocati, si troveranno l’uno contro l’altro in tribunale. Lei nel ruolo di querelata, lui in quello di querelante. Paola Mancuso, ex sindaca di Rio Marina, è stata denunciata da Marco Corsini, ex primo cittadino di Rio, Comune nato dalla fusione tra il borgo marinaro e quello di Rio nell’Elba. Insieme a lui hanno presentato denuncia anche Massimo Mongale e Nicola Gemelli, imprenditori promotori del project financing per la risistemazione del porto di Rio Marina. Un progetto finito nel cassetto, per rinuncia proprio dei proponenti, ma che ha infiammato il dibattito politico di Rio. Soprattutto sui social. E saranno i giudici a decidere sulla correttezza o meno dei toni utilizzati da Mancuso nelle critiche politiche avanzate su un blog riese.
Una querela annunciata
La denuncia contro l’ex sindaca era stata annunciata da Corsini nell’ultimo consiglio comunale, prima dello scioglimento dello stesso per le contemporanee dimissioni di nove consiglieri. A ufficializzare che la minaccia è diventata realtà, è stata la stessa Mancuso con un intervento sul blog dove aveva pubblicato gli interventi che le sono valsi una querela. «Presso il comando Carabinieri di Portoferraio ho ricevuto la notifica delle querele introdotte dai signori Marco Corsini, Massimo Mongale e Nicola Gemelli per i post sul porto da me pubblicati – scrive –. Sarà l’occasione per entrare nel merito di una vicenda della quale è forse arrivato il momento di occuparsi anche sotto il profilo della sua legittimità, oltre che sotto quello politico, della sua opportunità e della sua distanza dal bene dei nostri paesi».
«Serve trasparenza»
La denuncia non sembra preoccupare Mancuso che, anzi, si dice pronta ad attaccare: «Occorre riaffermare con forza che la legalità non è il risultato di una pressione che induce i più a sfuggire ogni occasione per esprimere il proprio libero parere, ma piuttosto della trasparenza della comunicazione che può garantire solo chi sa di essere nel giusto. Ed è arrivato il momento di cominciare a occuparsi realmente di un tessuto sociale provato da questi comportamenti e di fatto incapace di sentirsi davvero libero di un confronto necessario che deve essere il primo obiettivo della nuova amministrazione».
«Basta con le offese»
«La questione porto non c’entra nulla – spiega Corsini –. È solo il contesto in cui si è sviluppata una polemica in cui sono stato accusato di corruzione». L’ex primo cittadino ritiene che Mancuso abbia varcato il limite della legalità quando sul blog riese «ha scritto la frase “c’è chi vende e c’è chi compra”. Puoi contestare e discutere l’operato di un sindaco o di un’amministrazione, ma non si può continuare a offendere e fare allusioni».
Cause su cause
«Purtroppo non è la prima volta che mi devo rivolgere a un giudice a causa delle offese ricevute sui social: mi spiace farlo, ma è ora che questo malcostume finisca», conclude Corsini che proprio nella settimana che si chiude con oggi ha vinto la causa contro una riese che gli aveva dato della “testa di c...” su Facebook. Il tribunale di Portoferraio ha condannato la donna per diffamazione aggravata perché l’uso dei social è equiparato alla pubblicazione sui mezzi di stampa.
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