Il Tirreno

Il caso

Piombino, multata per le offese ai medici

di Gabriele Buffoni
L’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale di Villamarina a Piombino dove due operatori sono stati minacciati (foto PaBar)
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L’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale di Villamarina a Piombino dove due operatori sono stati minacciati (foto PaBar)

Presi di mira due operatori del pronto soccorso dell’ospedale di Villamarina. Dopo la denuncia ai carabinieri per vilipendio e minacce ha dovuto pagare mille euro

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PIOMBINO. Il pronto soccorso affollato ai limiti della propria capienza. Il servizio che va a rilento, per l’ormai annoso e irrisolto problema della carenza di personale. Intanto però i medici e gli infermieri presenti fanno quello che possono, cercando di velocizzare i pazienti accumulati a cominciare da quelli più gravi. Mentre per quelli meno urgenti l’attesa si prolunga, a volte anche per tempi in grado di portare allo stremo la pazienza. Ma se il sistema ha dei problemi e dei rallentamenti, di certo addossare l’intera colpa sul personale che in quel momento è al lavoro è la scelta sbagliata e rischia anzi di essere il viatico più breve per passare dalla ragione al torto. Tanto più quando si passa ad aggredire verbalmente gli operatori del 118 con toni che si accendono fino all’offesa e alle minacce personali.

Eventi come questo però non sono così rari. E uno di questi ha avuto come scenario proprio il pronto soccorso dell’ospedale di Villamarina, a Piombino.

I fatti risalgono allo scorso ottobre. Una donna si presenta al pronto soccorso, come spesso accade ingolfato dalle tante richieste giunte all’ospedale piombinese. È costretta, come altri pazienti che non rientrano nei casi di urgenza a cui il personale medico è chiamato a porre immediata attenzione, ad attendere il proprio turno. Che non arriva in tempi brevi. E anche quando giunge infine il suo momento, la visita per qualche motivo non la soddisfa. Troppo frettolosa forse, oppure la rabbia per l’attesa prende semplicemente il sopravvento. E così scattano le offese. Urla all’indirizzo del medico e di un altro operatore del pronto soccorso lì presente, colpevoli a suo dire di non averle prestato un servizio adeguato. I presenti cercano di calmarla, di farla ragionare, e a quel punto scattano le minacce personali ai due membri del personale dell’ospedale. Che, a quel punto, decidono di presentare rapporto su quanto accaduto all’ufficio affari legali dell’Asl Toscana nord ovest e, attraverso questo, scatta la segnalazione al comando Nas dei carabinieri. Così la donna è stata multata: sarà costretta a pagare mille euro di ammenda per quanto avvenuto al pronto soccorso.

«Questo è avvenuto grazie alla legge 113 del 2020 – spiega Luca Cei, direttore del dipartimento – che permette di sanzionare chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale di una professione sanitaria o socio-sanitaria. E la sanzione prevista – spiega – va dai 500 fino ai 5mila euro».




 

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