Sicurezza
Pd Piombino, assemblea in 30 giorni per evitare il commissario
De Rosas: «Nuovo segretario solo con una maggioranza larga»
PIOMBINO. Trenta giorni di tempo per convocare l’assemblea della Unione comunale del Pd. A quel punto si capirà quale strada attenderà il partito locale: nuovo corso e nuovo segretario in caso di una nuova intesa politica tra i componenti dell’assemblea, altrimenti il commissariamento dell’Unione comunale a poco più di un anno dalla sua ricomposizione. È questo lo scenario in cui è piombato il Pd locale in seguito alle dimissione del segretario Andrea Baldassarri. Dimissioni arrivate dopo che i componenti della stessa Unione comunale avevano approvato un documento di censura nei confronti del segretario nel corso di una turbolenta direzione.
A Baldassarri è stata contestata una gestione “personalistica” della segreteria, oltre che scelte e prese di posizione non condivise su temi cruciali, quali rigassificatore, siderurgia e alleanze per le prossime amministrative. A distanza di 48 ore dallo strappo, nel Pd si raccolgono i cocci. E il segretario della Federazione Val di Cornia Simone De Rosas, in questa fase, avrà un ruolo importante, scandito dal regolamento interno al partito. «Il segretario dell’Unione comunale ha ritenuto di dimettersi di fronte a un ordine del giorno che è stato presentato e votato dalla direzione del partito», ha spiegato De Rosas.
Questa è la cronaca. Ma ora che succede?
«Non essendoci la figura del presidente dell’assemblea comunale, la cosa che devo fare io, oltre ovviamente alle questioni politiche, è convocare entro 30 giorni della assemblea comunale. All’ordine del giorni ci sarà la verifica delle condizioni per l’elezione del nuovo segretario. Si cercherà una maggioranza larga per eleggere il nuovo segretario, l’alternativa è il commissariamento».
Come ha vissuto queste 48 ore?
«Non bene. Credevo che vi fossero le condizioni per proseguire il lavoro e ricucire quella frattura che aveva portato alla presentazione di quel documento. E invece sono arrivate le dimissioni».
Baldassarri ha parlato di due visioni della città e della politica profondamente diverse. La sua più orientata alla diversificazione, la vostra più conservativa e ancora sbilanciata sulla siderurgia. È d’accordo?
«No. Io senza dubbio sono molto legato alle vicende delle acciaierie e alla prospettiva industriale di questo territorio, ma non condivido quello che dice Baldassarri perché le cose che sono emerse rispetto al futuro turistico e di altri settori come l’itticoltura e la nautica sono nel programma del Pd da almeno 25 anni, dall’amministrazione Guerrieri. Non solo. Sono prospettive che si sono concretizzate in questi anni. Quello che penso è che quei settori da soli non siano sufficienti per garantire lo sviluppo di una città di 30mila abitanti».
Si inizia a ragionare di elezioni amministrative, ma l’Unione comunale del partito è in macerie...
«Non condivido il termine macerie. Si è dimesso il segretario, sicuramente un fatto rilevante e grave. Mai credo che il Pd di Piombino, che viene dalla sconfitta dolorosa del 2019, abbia oggi la forza per ragionare e per mettersi rapidamente in cammino per costruire il programma di un’alleanza più larga possibile per vincere le prossime elezioni».
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