Il Tirreno

La storia

Quarant’anni di api e di vita tra i campi: l’azienda Tognoni festeggia il compleanno e apre le porte ai ragazzi

di Cecilia Cecchi
Quarant’anni di api e di vita tra i campi: l’azienda Tognoni festeggia il compleanno e apre le porte ai ragazzi

La titolare: «Piantati tremila alberi, poi ho smesso di contarli». Tanti eventi per i bambini e le scuole sul valore degli alveari

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POPULONIA. Natale 2022 con una celebrazione in più. Apicoltura Tognoni, casa ideale delle api, festeggia 40 anni. Una storia contadina del vivere secondo natura. Dove il prossimo progetto è uno stagno con materiale di recupero per rospi, rane, libellule e dove il gallo strapazzato dalla faina va dal veterinario e torna a razzolare. E se i lupi attaccano le capre? L’azienda si accolla la responsabilità di «non averle protette abbastanza».

Rispetto, biodiversità, empatia. Alessandra Tognoni, 36 anni, lo spiega bene. «Sono nata e vivo a Populonia, in uno dei poderi di via delle Caldanelle che i miei nonni hanno comprato dopo una vita di sacrifici. Il bisnonno – ricorda – arrivò dal Veneto dopo la prima guerra mondiale insieme alla famiglia, con mia nonna Tosca poco più che bambina, stabilendosi alla fattoria di Poggio all’agnello che oggi, dopo lungo abbandono, è un resort. Insieme a tanti altri mezzadri coltivavano e allevavano vacche: molto lavoro, pochi diritti. Dopo la seconda guerra mondiale però finì la mezzadria, così per nonno Alvino e i suoi fratelli fu possibile comprare l’appezzamento in località Sdrisciola. Si divisero il podere per continuare a lavorare: mia nonna - rivela - ancora coltiva l’orto a 92 anni» .

Tutto però con il sogno di un futuro diverso per i figli. «Studiarono e si dedicarono ad altro pur restando a vivere qui - racconta Alessandra - quarant’anni fa i miei genitori decisero poi di iniziare ad allevare le api. Poche arnie che con il tempo e l’esperienza aumentarono. Un anno dopo la varroa, parassita arrivato dall’Asia, le sterminò tutte ma babbo non si arrese. Ancora abbiamo la fortuna di lavorare con questi strabilianti insetti». Tant’è che la storia prosegue ancora oggi. «Fin da piccola aiutavo a fare piccoli lavoretti - spiega Alessandra - poi mi sono laureata ma quando sono andata via ho capito che qualcosa mi riportava sempre qui. Soffrivo per le crisi climatica ed economica, per i disastri ambientali. Come impotente. Così ho iniziato a capire: pur non potendo risolvere tutto, potevo cercare di cambiare un pezzettino del mio mondo. Ho iniziato dalle api, continuando a studiare. Ho conosciuto la permacultura, un altro modo di concepire l’agricoltura - spiega la 36enne - senza mettere al primo posto il profitto. Poi l’agroforestazione, l’agricoltura rigenerativa. Tutte tecniche agronomiche che prevedono l’utilizzo di alberi e piante pioniere che aiutano gli animali fornendo cibo e riparo, migliorando la fertilità del suolo e creando un sistema ricco che è in contrasto con le monocolture così largamente praticate».

Ma in cosa consiste questa rivoluzione verde? «Nel terreno coperto con pacciamatura naturale come paglia, potature – spiega Alessandra – vengono auto-prodotti microrganismi, fertilizzanti e antiparassitari naturali. Si abbandona così la chimica e la lavorazione profonda del terreno, come l’aratura. Lo sto facendo qui e arrivano risultati incoraggianti: partita da un piccolo orto, getisco ormai più di otto ettari. Terra che sembrava sabbia ora è scura, profumata e ricca di vita. La popolazione di insetti ed impollinatori è in crescita, le piante danno i frutti. Di alberi ne ho piantati circa tremila, poi ho smesso di contarli».

Tra i prodotti - oltre al miele, in diversi gusti - anche cereali, olio extravergine, pasta artigianale di grano antico, birre agricole. «C’è ancora molto da fare prima di un valido cambiamento – dichiara Alessandra – e al centro dell’azienda resta l’ape. Se da un lato la perdita di habitat e l’inquinamento ne stanno riducendo la vita, dall’altro lato ci siamo io e tanti altri piccoli contadini che cerchiamo di ricreare un equilibrio tra uomo, animale e natura. Per questo organizziamo eventi, soprattutto per i più piccoli, per avvicinarli a questo mondo: perché capiscano quanto sono importanti le api, e non solo per il miele. Ospitiamo le gite delle scuole, proponiamo l’adozione di un’arnia. Un progetto per cui devo ringraziare i miei genitori, sempre al mio fianco, e anche i tanti giovani da tutto il mondo, volontari, che mi aiutano in cambio di vitto e alloggio. Invito tutti a vedere: se passate di qua, vi spiegherò come funziona nel mio mondo».


 

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