Sicurezza
Denunciò il rischio di tumori a Piombino, archiviazione per il pediatra denunciato dall’Asl per diffamazione
L’azienda ospedaliera aveva trovato diffamatorie le frasi sul rischio di contrarre malattie per via dell’inquinamento
PIOMBINO. Mario Atzeni, pediatra dell’ospedale in pensione e attuale capogruppo di maggioranza, non ha diffuso «notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico».
Si è infatti chiuso con un decreto di archiviazione firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno il procedimento penale avviato nei confronti del medico in pensione, che all’epoca dei fatti lavorava come pediatra a Villamarina e che fu denunciato dalla direttrice dell’Asl Maria Letizia Casani.
È stato lo stesso pm titolare dell’indagine Pietro Pieruzzi, lo scorso agosto, a richiedere l’archiviazione nei confronti di Atzeni, che come avvocato difensore aveva il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, osservando come la notizia di reato «fosse infondata, non essendo emersi elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio». I fatti risalgono alla primavera del 2019, nei giorni della campagna elettorale che portò alla elezione di Ferrari e dello stesso Atzeni come consigliere comunale. A sollevare le polemiche (e la denuncia di Asl - due pubblicazioni su Facebook del medico, una per annunciare la sua candidatura, l’altra come lettera aperta rivolta all’ex sindaco di Piombino Massimo Giuliani. Al centro delle polemiche alcune considerazioni di Atzeni, riferite, tra l’altro, «al terrore di gran parte della popolazione di vedere aumentare il tragico dato della morbilità e mortalità per tumori, del numero dei feti malformati». Uno scenario grave che, secondo Atzeni, legato all’inquinamento della nostra città. Le frasi, pesanti, sollevarono un polverone politico e crearono delle conseguenze giudiziarie.
Il pm ha richiesto l’archiviazione, legando la «drammaticità dei toni» usati da Atzeni all’agone politico. Mentre, nello specifico, il pm ha fatto notare come nel rapporto dello studio "Sentieri ", pur non essendo evidenziata una diretta e precisa «correlazione causale con una specifica fonte di inquinamento», il dato della maggiore incidenza di malattie e tumori fosse presente nelle tabelle, discorso simile per le malformazioni. Per questo il giudice ha ritenuto non sussistessero gli estremi per il reato di diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico. «Per queste mie affermazioni l’allora sindaco mi intimò di ritrattare: io non lo feci - scrive Atzeni - Il giorno dopo ricevetti la convocazione presso la commissione di disciplina della Asl per difendermi dall’accusa di aver portato discredito all’azienda sanitaria e di aver comunicato dati non veritieri. Quella commissione confermò la veridicità di quanto io aveva affermato, ma ascrisse comunque una nota di biasimo nel mio fascicolo personale per aver pubblicato su Facebook una foto di me in camice. La direzione dell’Asl, oltre ad aver ottenuto il mio pensionamento ante tempo, ha voluto anche denunciarmi. Oggi finalmente arriva l’archiviazione che fa venir meno qualunque accusa». lLu.Ce.
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