Il Tirreno

Piombino

Chioschi. L’ok delle associazioni «ma i bandi saranno determinanti»

di Cecilia Cecchi
Il chiosco “Al polpo marino” aperto da anni all’ingresso del pratone di Baratti (foto d’archivio). Nelle foto piccole dall’alto Vincenzo Cananzi di Confesercenti, Alessia Fagioli della Cna e Marco Torchioni di Confcommercio
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Il chiosco “Al polpo marino” aperto da anni all’ingresso del pratone di Baratti (foto d’archivio). Nelle foto piccole dall’alto Vincenzo Cananzi di Confesercenti, Alessia Fagioli della Cna e Marco Torchioni di Confcommercio

Confesercenti, Confcommercio e Cna raccontano il lungo lavoro con la giunta. In primo piano soprattutto il mercato settimanale e i banchi al coperto in via Gori

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PIOMBINO. L’obiettivo è il rilancio del commercio e della città. Ecco perché al nuovo piano per le aree pubbliche le associazioni di categoria hanno lavorato a lungo con la giunta per elaborare il documento che passerà domani al voto del consiglio. In primo piano ci sono soprattutto il mercato settimanale e quello coperto in via Gori. Unanime è l’adesione alla possibilità – negli anni – di nuovi “punti ristoro”, senza però danneggiare bar o ristoranti che già ci sono.

«A questo proposito abbiamo fatto – ricorda il presidente di Confesercenti Vincenzo Cananzi – numerosi incontri con i nostri associati. Ma gran parte del tempo è stato dedicato alla riorganizzazione del mercato settimanale e al mercato coperto di via Gori. Il piano del commercio era fermo al 2012. Il capitolo dei chioschi? – aggiunge Cananzi – si tratta di una previsione per il futuro che non poteva essere preclusa. Non è neppure detto – aggiunge – che vadano a bando, anzi sarà proprio in quel momento che scatterà la tutela per tutte le attività di settore preesistenti che saranno ugualmente difese».

«Tra l’altro, nelle aree dove non esiste niente certo non basterà un chiosco per rivitalizzarle – sottolinea Cananzi – ma ci vorranno adeguate opere urbanistiche: come servizi, illuminazione, arredi. I punti dedicati ai nuovi chioschi sono possibilità da valutare con un percorso particolare quando ci saranno i bandi». Ogni passaggio del nuovo piano del commercio è stato rivisto e studiato. «La riorganizzazione del mercato settimanale – ricorda il presidente di Confcommercio Marco Torchioni – ha portato lunghissime discussioni. Molte nostre richieste sono state accolte tenendo sempre conto anche delle esigenze del commercio in sede fissa. Tutti hanno la stessa parità di diritti».

«Per i chioschi – spiega Torchioni – non è neppure detto che tutti quelli proposti possano essere considerati appetibili da chi deve investire. La nostra approvazione è sempre stata legata al fatto che si prevedessero dove già non ce ne fossero di simile. In alcuni casi abbiamo anche proposto di inserire un bagno pubblico».

«Del resto – conferma Torchioni – come associazioni di categoria è un po’ di tempo che sollecitiamo l’allargamento dell’area dei locali di Piombino che non possono restare tutti concentrati nel centro storico tra piazza Bovio, corso Vittorio Emanuele e Rivellino. Qui dove si conta il 100% della presenza turistica. Il resto, terra di nessuno. Con nuove attività, comunque rigorosamente punti ristoro, auspichiamo di poter “diradare” gli ospiti del territorio anche se certo non possono bastare a riqualificare: lo sterrato di viale del Popolo non può diventare un giardino solo realizzandoci una diversa baracchina».

Insomma nel caso la vigilanza delle associazioni di categoria resta alta, fissa a quando l’amministrazione passerà ai bandi per la realizzazione e la gestione delle attività.

«Il ruolo – sottolinea Alessia Fagioli, coordinatrice Cna – è stato quello si sollecitare l’attenzione dell’amministrazione proprio nel momento in cui si progetterà un bando. Questo avviso dovrà essere condiviso e concertato anche per non andare a danneggiare le attività già esistenti. Lo si può fare solo diversificando. Vista la situazione economica attuale creare nuovi problemi e disagi non è nell’interesse di nessuno».
 

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