Il Tirreno

La strada provinciale

Ponte crollato, si accelera sui lavori: «Ora la priorità è riaprire la strada»

di Giorgio Piglia
Ponte crollato, si accelera sui lavori: «Ora la priorità è riaprire la strada»

Transito anche per bus e mezzi pesanti con un ponte in ferro lungo 21 metri

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MONTEVERDI. Si muovono i primi passi per riattivare la circolazione sulla strada provinciale 329 dopo il crollo del ponte sul Botro dei Ripettini, tra Monteverdi e Canneto. Ieri mattina, di buon’ora, si è recato sul posto il geometra Gianluca Spinelli dell’ufficio strade della Provincia di Pisa, inviato dal suo dirigente (l’ingegnere Cristiano Ristori). Spinelli ha incontrato alcuni tecnici dell’Unione montana Alta Val di Cecina – presidente è il sindaco di Monteverdi Francesco Govi – per concordare un intervento immediato di pulizia della vegetazione sui due lati della strada.

«Il crollo è avvenuto in prossimità di una curva – spiega il geometra incaricato del sopralluogo – pertanto è necessario creare la massima visibilità della voragine e delle transenne anche da lontano. I proprietari dei terreni interessati hanno offerto la massima disponibilità». Tradotto: di notte chi non conosce la strada e decidesse di superare gli sbarramenti posti all’inizio e alla fine del tratto di circa quattro chilometri ormai da giorni completamente chiuso al traffico, potrebbe correre un serio pericolo.

Due ore dopo il sopralluogo, una grossa ruspa inviata dall’Unione montana era già al lavoro: con il “cucchiaio” ha strappato arbusti e spezzato grossi rami al di là della carreggiata, sui due lati, permettendo così una visibilità più ampia anche da lontano. Ma c’è un altro motivo a giustificare questo primo intervento. «La strada è stretta – spiega con molta disponibilità il geometra Spinelli – e dobbiamo portare fin qui una grossa gru che poi ci servirà per sollevare il ponte di ferro e posizionarlo a scavalco della voragine. Occorre quindi creare il giusto spazio di movimento».

Subito dopo il crollo una ruspa della ditta “Vanni Pierino” di Cecina era intervenuta per rimuovere il materiale crollato: cemento armato, alcune grosse pietre, i guardrail sventrati e trascinati sul fondo del Botro. Il lavoro di rimozione è stato fatto in tempi rapidi: circa tre giorni e adesso il letto del Botro dei Ripettini è pulito, riportato al suo naturale aspetto. Contestualmente sono stati effettuati i primi rilievi per capire la consistenza del terreno non crollato in prossimità della voragine, dove dovrà essere appoggiato il ponte di ferro preso a noleggio dalla Provincia – si parla di un costo di circa 500 euro al giorno – che fra un mese o poco più dovrebbe consentire la circolazione a senso unico alternato e ristabilire il collegamento Monteverdi-Canneto tanto sollecitato dagli amministratori locali e dai cittadini.

«Il ponte di ferro sarà lungo 21 metri, e non 15 come era stato ipotizzato in un primo momento – rivela il tecnico della Provincia – sarò inoltre appoggiato su opportune fondazioni per consentire anche il transito di autobus e veicoli pesanti. Si cercherà di realizzare una superficie a raso con l’asfalto della strada. Ma tutto questo va verificato e valutato con i rilievi specifici dei prossimi giorni». Il ponte in ferro, secondo le prime indiscrezioni, sarà portato sul posto tutto intero, superando anche alcuni passaggi più stretti.

Nel frattempo comincerà la progettazione del nuovo ponte. Se ne occuperà l’ingegnere Giuseppe Capogna, di uno studio romano già attivo in alcuni comuni della provincia di Pisa. Si stimano circa due anni tra progetto, appalto ed esecuzione dei lavori e un costo superiore al milione e mezzo di euro. Tutto, ovviamente, nel rispetto dei vincoli della Soprintendenza. «I soldi ci sono – ha assicurato il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Algori – stiamo intervenendo nelle strutture più a rischio». Indirettamente una risposta alle interpellanze in Regione di Forza Italia e Cinque Stelle che sollecitano azioni estese sul territorio.


 

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