Il Tirreno

Massimiliano e il suicidio assistito «Deve essere una libera scelta»

di Maria Meini
Il video appello di Massimiliano con il padre diffuso dall’associazione Coscioni
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Il video appello di Massimiliano con il padre diffuso dall’associazione Coscioni

Il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci e la vicesindaca Tamara Mengozzi  «La giunta comunale dà pieno sostegno alla famiglia, vicini al loro dolore»

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La scelta di Massimiliano ha aperto un varco sul tema del fine vita. E su fine vita, eutanasia e testamento biologico il Comune di San Vincenzo ha deciso di organizzare un convegno la prossima primavera. «Un modo per approfondire la questione e sostenere il diritto alla scelta sul fine vita - dice la vicesindaca Tamara Mengozzi - una scelta mia, personale e politica, e condivisa dall’intera giunta comunale». Sottolinea vicinanza e sostegno a Massimiliano e alla sua famiglia anche il sindaco Paolo Riccucci.

Massimiliano è il 44enne di San Vincenzo, malato di sclerosi multipla, che ha deciso di ricorrere al suicidio assistito attraverso l’associazione Luca Coscioni. La legislazione italiana non prevede la possibilità di aiuto medico alla morte volontaria per le persone che non dipendono da trattamenti di sostegno vitale. La questione è ampiamente dibattuta, sia a livello politico che etico.

Il caso di Massimiliano è stato reso noto, su sua volontà, dall’associazione Luca Coscioni. In un video appello, Massimiliano, che ha accanto il padre, spiega: «Vorrei essere aiutato a morire a casa mia». Da 6 anni affetto da sclerosi multipla, spiega, a causa della malattia non è più autonomo in niente e peggiora giorno dopo giorno.

«Mi sento intrappolato in un corpo che non funziona più - spiega l’uomo nel video -; se non avessi paura del dolore, avrei già provato a togliermi la vita più di un anno fa, per questo vorrei essere aiutato a morire senza soffrire in Italia, ma non posso perchè non dipendo da trattamenti vitali. Sto pensando di andare in un altro Paese».

Spiegano dall’associazione che «negli ultimi 12 mesi sono oltre 9700 le persone che hanno chiesto informazioni sul fine vita. In particolare, più di 20 persone al mese (quasi una persona al giorno) hanno chiesto informazioni e il modulo per accedere al suicidio medicalmente assistito», in contatto con le associazioni svizzere». Tra loro Massimiliano che, non essendo tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, non rientra nei casi previsti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato-Dj Fabo per l'accesso al suicidio assistito in Italia. Nel video appello, Massimiliano spiega anche che tutta la sua famiglia, il padre, i fratelli, sono consapevoli della sua scelta e l’appoggiano, perché è una scelta maturata in totale autonomia, dopo anni di sofferenze legate all’evoluzione della malattia. Purtroppo una malattia progressiva. Un video commovente, quello di Massimiliano, girato insieme all’anziano padre, entrambi seduti davanti al tavolo di cucina. Un’inquadratura semplice e un messaggio che arriva dritto al cuore. «Fratelli di quest’Italia - dice Massimiliano - io non credo più in questo Stato, se voi ci credete ancora, fate qualcosa ma fatelo subito».

«Per amor di Dio, per amore», chiude il video il babbo.


 

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