Toscana
Tribunale: alleanza tra le isole per mantenere le sedi distaccate
Zini a Roma col sindaco di Lipari: «L’obiettivo è renderle di nuovo fisse»
PORTOFERRAIO. Ieri pomeriggio, mentre arrivava direttamente dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio la conferma che la sezione distaccata del tribunale elbano resterà aperto fino al 31 dicembre 2023, in parlamento a Roma era presente anche il sindaco di Portoferraio Angelo Zini. Il provvedimento riguarda anche le altre due isole minori: Ischia e Lipari. Zini, insieme al sindaco di quest’ultima, era a Roma per partecipare a un incontro con il viceministro Sisto per capire a situazione dei tribunali delle isole minori. E poi nel pomeriggio la conferma della proroga non solo per Ischia, all’interno del decreto emergenza per i fatti accaduti, ma anche per le altre due isole.
«Più importante di questa conferma – commenta Angelo Zini – è che si dovrà lavorare per arrivare a una stabilizzazione delle sedi, per non essere tutti gli anni sottoposti a questa spada di Damocle delle proroghe». Zini insieme ai sindaci di Lipari e Ischia hanno un anno per trovare una soluzione per il mantenimento delle sedi distaccate.
«È un riflessione importante che ho fatto insieme al collega di Lipari – continua Zini – e anche con i rappresentanti degli organi forensi, anche loro a Roma. L’intenzione è di lavorare durante l’inverno e creare momenti di discussione unitaria tra le tre isole che hanno questo problema. In modo da poter arrivare a presentare una proposta definitiva al governo che possa essere accolta e stabilizzare una volta per tutte le sedi».
L’associazione forense isola d’Elba ha espresso soddisfazione per la proroga. «Dopo le rassicurazioni sull’interessamento e l’attenzione del governo sui disagi delle popolazioni insulari – fa sapere il presidente Paolo Di Tursi –, il ministro non solo ha garantito l’impegno a una proroga di un anno, ma ha anche aperto a una successiva stabilizzazione dell’ufficio, in conformità col riconoscimento costituzionale degli svantaggi insulari. Prendiamo atto che il governo ha riconosciuto la legittimità di una lunga battaglia dei nostri territori».
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