Il Tirreno

Riotorto

Vandali fuori da scuola, imbrattano i muri con volgarità

di Cecilia Cecchi
Vandali fuori da scuola, imbrattano i muri con volgarità

Prese di mira la fermata del bus e le mura della scala del parcheggio. La dirigente Braschi: «Spero che il Comune pulisca tutto al più presto»

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RIOTORTO. Stavolta il divertimento è stato imbrattare la fermata del bus e le mura della scala che dal parcheggio porta alla scuola. Disegni poco creativi infarciti da espressioni volgari: fuori posto come benvenuto ai bambini che, ieri mattina, raggiungevano le aule della primaria.

Un altro atto vandalico a Riotorto a ridosso di un altro edificio scolastico, ultimo di una serie in poco tempo. Un fine settimana dopo l’altro. Al liceo Carducci si è tentato di prendere i soldi contenuti nelle macchinette del caffè andate distrutte. Poi all’Einaudi Ceccherelli dove, armato di bombolette spray, qualcuno ha “ri-disegnato” la porta d’ingresso con tanto di scritta-firma “Nessun rancore, giusto perché mi annoio”. A seguire l’Ipsia Volta dove i vetri della porta d’ingresso sono stati presi a martellate (e del restyling si sono occupati gli studenti) .

«Subito informata dal personale scolastico di questi “graffiti” – ricorda Letizia Braschi dirigente del primo circolo Dante Alighieri (oltre che della secondaria di I grado “Guardi”) – I vandali devono aver agito senza timori di sera. Non sulle mura delle scuola ma alla fermata del bus e sulla scala in prossimità che, dal parcheggio, porta al livello dell’istituto. Strutture pubbliche dove i bambini arrivano per raggiungere la scuola. Scritte non belle: solleciteremo il Comune a ripulire quanto prima. Ho già avuto modo di parlarne con l’assessora Simona Cresci. Gli insegnanti della primaria – aggiunge Braschi – hanno subito parlato con i bambini dell’importanza di avere cura di quello che ci circonda. Stessa cosa sarà fatta nelle classi della “Guardi”: importante affrontare quanto accaduto da un punto di vista di educazione civica. Imbrattare il posto dove si vive porta solo a vivere in un posto brutto. La noia assoluta? Come territorio dovremmo interrogarci su cosa si offre ai ragazzi, quali spazi di socialità ci sono. Necessario che la scala venga ripristinata al più presto: al brutto ci si abitua».

«Il rischio – commenta Alessandro Adami, farmacista a Riotorto, consigliere, presidente gruppo Ferrari Sindaco – è e di abituarsi o di girarsi dalla parte opposta. E i bimbi che frequentano le elementari potrebbero essere i fratelli di chi ha compiuto questo gesto che si aggiunge a tanti altri cui sono in questi giorni oggetto proprio le scuole. Già le scuole, il luogo dei ragazzi. Il luogo dove si impara a conoscere il bello della convivenza civile diventa manifesto, monumento di inciviltà. Peccato. Come cittadino sono il primo ad indignarmi ma il primo ad interrogarmi su come trasmettere un messaggio alla comunità: ribelliamoci e proviamo a combattere con ogni mezzo questa cultura del brutto, del cattivo gusto della rabbia, della distruzione. Ascoltiamo, parliamone e diffondiamo invece la voglia di amare, apprezzare, migliorare il posto in cui viviamo; anche con le scritte e le bombolette – conclude – ma che dipingano i muri con quadri, frasi, figure che ci facciano vivere meglio e sognare».
 

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