Il Tirreno

Scuola

Imbratta l’ingresso della scuola per «noia», il preside spiazza il vandalo: «Unisciti al progetto di street art»

di Gabriele Buffoni
Imbratta l’ingresso della scuola per «noia», il preside spiazza il vandalo: «Unisciti al progetto di street art»

La provocazione lanciata dal preside dell’istituto Einaudi all’indirizzo dell’anonimo vandalo. «Mi ha colpito il suo riferimento alla “noia”: è un disagio comune tra molti giovani»

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PIOMBINO. Un volto che sogghigna, tra il diabolico e l’irriverente. Un’altra faccia stilizzata, più in piccolo, che sorride lì accanto. E poi la scritta, quasi a volersi giustificare in un ultimo sberleffo all’autorità rappresentata da quell’edificio, una scuola conosciuta e molto frequentata come l’istituto superiore Einaudi-Ceccherelli di Piombino: «Nessun rancore, giusto perché mi annoio».

Ma l’anonimo vandalo che nottetempo ha scavalcato i cancelli della scuola piombinese e - armato di bomboletta spray - ha sfregiato la porta d’ingresso dell’edificio, ieri mattina ha visto il suo sterile atto di ribellione venire disinnescato da una provocazione, se possibile, ancora più disarmante: quella lanciata dal preside dello stesso istituto, Carlo Maccanti. Che una volta visto il danno causato all’edificio ha scelto di non puntare il dito contro il vandalo ma dirivolgersi con un post su Facebook direttamente al giovane che si è reso autore (e colpevole, perché resta un crimine per il quale è stato presentato esposto alle forze dell’ordine) del gesto.

«Sarebbe stato troppo facile dare colpe e iniziare la solita manfrina sul danneggiamento di bene pubblico, sui costi di ripulitura o sull’educazione dei giovani d’oggi - racconta il dirigente scolastico - e in un primo momento, ammetto, anch’io mi sono fatto trascinare dalle questioni pratiche per predisporre la pulizia del portone quanto prima. Però poi mi sono soffermato su quella scritta: mi ha colpito in particolare il suo riferimento alla “noia”, è la prima volta che vedo emergere questo elemento, questa presa di coscienza da parte di chi compie simili gesti che certo sono deplorevoli ma sono anche sintomo di un disagio - spiega Maccanti - che da insegnante vedo emergere spesso anche tra i nostri giovani studenti. Nei loro lavori artistici, ad esempio, ma anche nei temi o nelle discussioni in classe durante le ore di educazione civica, oppure anche attraverso il nostro sportello psicologico. Quando mi ci sono soffermato ho iniziato a capire che si trattava di un grido di aiuto - commenta - e che sarebbe stato inutile arrabbiarsi contro “i giovani” ma forse bisognava cogliere l’occasione per sviluppare una riflessione». Da lì, l’idea di un post sui social che il preside dell’Einaudi-Ceccherelli ha voluto concludere con un’apertura all’anonimo - e presumibilmente giovane - autore del vandalismo. «A proposito - recita la chiusa del post di Maccanti - coi nostri ragazzi del liceo artistico quest’anno faremo anche “Street Art”. Che ne dici?».

Una provocazione, appunto, che ha trovato però il plauso di professori e genitori. «Abbiamo un programma aperto con il comune di Piombino - spiega il preside - ma già avevo pensato di far decorare le pareti della scola ai ragazzi dell’artistico, perché credo che quando i ragazzi realizzano qualcosa poi la preservano».

Sul caso, oltre alla scuola, intervenuta anche la politica piombinese. Che oltre a condannare il gesto ha sollevato il problema della videosorveglianza degli edifici pubblici. «Come Forza Italia e Forza Italia Giovani - speigano il coordinatore comunale Davide Anselmi e il coordinatore provinciale dei Giovani forzisti Leonardo Martini - condanniamo tale gesto preoccupante, non solo per il danno economico, ma soprattutto per il degrado sociale che testimonia. Aldilà dell'opportunità di una videosorveglianza per preservare l'istituto chiediamo che sia fatta una riflessione nell'ambito scolastico e non solo sulla gravità di tali atti, coinvolgendo pure le famiglie che sempre più hanno difficoltà nei percorsi educativi familiari. Chi ha compiuto questo chieda scusa e venga a ripulire: sarebbe gradito e catartico».l


 

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