Il Tirreno

Ambiente: il caso

Demolizioni nell’area di Jsw e polveri sulla città: «L’azienda ci avverta in anticipo»

di Luca Centini
Nella foto di Paolo Barlettani le demolizioni a pochi metri dalla città
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Nella foto di Paolo Barlettani le demolizioni a pochi metri dalla città

L’assessora Bezzini: «Il Comune ha ricevuto da Jsw solo una Scia»

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PIOMBINO. Il Comune di Piombino «non deve rilasciare alcuna autorizzazione» ma deve solo ricevere «dalla ditta la Scia per tutte le attività di dismissione». Così l’assessore Carla Bezzini ha risposto in consiglio comunale alle interrogazioni presentate da Rifondazione Comunista e dai gruppi Pd e Anna per Piombino riguardo al problema delle demolizioni all’interno dell’area di Jsw, proprio al confine con il centro abitato.

Dallo scorso luglio sono iniziati i lavori della ditta specializzata Demiced per lo smantellamento degli impianti dell’ex area a caldo dello stabilimento ormai dismessa. Da allora sono scattate le proteste di tanti cittadini residenti in via Cavallotti e nelle aree limitrofe. Il motivo? Le polveri emesse durante i lavori di demolizione. In questo contesto si collocano le due interrogazioni con le quali le forze di opposizione in consiglio comunale hanno chiesto all’amministrazione di chiarire quanto sta accadendo e le azioni messe in campo dal Comune a tutela della salute dei cittadini. A rispondere nel corso della seduta consiliare è stata l’assessora Carla Bezzini. Riguardo alle autorizzazioni l’assessora ha riportato un passaggio del verbale del gruppo di lavoro costituito come previsto dall’accordo di programma, nel quale si spiegava che l’amministrazione comunale sia stata individuata come autorità competente per le attività di dimissione. Bezzini ha spiegato tuttavia come per procedere alle demolizioni basti da parte dell’azienda presentare una Scia. L’assessora torna sui fatti di luglio, quando per la prima volta i cittadini protestarono per l’emissione di polveri durante la demolizione del capannone della Cc1. «Abbiamo immediatamente contattato Arpat ed Asl per chiedere spiegazioni su quanto verificatosi e abbiamo inoltrato formale richiesta di caratterizzazione delle polveri emesse e di monitoraggio», ha spiegato Bezzini. Al momento del sopralluogo «non erano presenti evidenze di emissioni di polveri, né di deposizione anomala delle stesse», si legge nel verbale. Una ricostruzione peraltro non in linea con quanto raccontato (e filmato) dai cittadini.

L’opposizione chiede tuttavia al Comune azioni concrete. «L’accordo di programma – ha spiegato Bezzini – prevede un tavolo tecnico presieduto e coordinato dalla Regione che comprende, oltre al Comune, Arpat, Asl e vigili del fuoco, che deve procedere all’analisi e alla valutazione dei piani operativi». Dell’evento di luglio, ha spiegato Bezzini, «l’amministrazione è stata informata dall’azienda solo successivamente – racconta – abbiamo chiesto in un apposito incontro con i vertici di Jsw di essere avvertiti con il massimo anticipo, per poter intervenire preventivamente con misure idonee e di informazione e, se necessario, di prevenzione. Il Comune non è soggetto di controllo, ma si avvale di Asl e Arpat per effettuare i controlli tecnici. Abbiamo chiesto loro attività di controllo e monitoraggio, come sempre facciamo, su tutti i temi ambientalmente significativi per il territorio». Fabrizio Callaioli, capogruppo di Rifondazione, ritiene che «nell'interesse della salute pubblica, una doverosa collaborazione tra Arpat e Asl imporrebbe l'esercizio delle prerogative di cui dispone il Dipartimento di prevenzione dell'Asl, i cui ispettori possono entrare sui luoghi di lavoro senza alcun preavviso e verificare la correttezza delle lavorazioni in corso. E in questo caso, delle operazioni di bonifica. Al netto di tutto questo, dai sensi della risposta e degli allegati, emerge che l'accordo di programma si stia dimostrando inadeguato e che ci sia una scarsa collaborazione da parte delle imprese interessate. Ed è grave».
 

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