Sicurezza
Anselmi e la nomina che non c’è: due anni d’attesa e un caso politico
Lettera di 200 iscritti del Pd a Giani e Bonafè, ma non c’è la firma di De Rosas
PIOMBINO. Titolo: sottosegretario alla presidenza della giunta regionale della Toscana. Svolgimento: due cartelle, in cui si argomentano le ragioni del Pd della Val di Cornia e dell’Elba di vedere assegnato l’incarico al consigliere regionale Gianni Anselmi. La mobilitazione, in forma di lettera, ha preso il via in scia alle voci che danno quel posto al massese Giacomo Bugliani, collega di partito e anche lui sui banchi del consiglio regionale. I due territori al pari dei due esponenti politici reclamano da tempo spazio e rappresentanza a distanza di due anni dalle elezioni del settembre 2020.
Chi frequenta le stanze del Pd sostiene che l’iniziativa è partita dal segretario elbano Massimo Scelza. Ma non è un mistero la presa di posizione del segretario del circolo di Riotorto Andrea Toninelli all’indomani del possibile incarico a Bugliani. Argomenti che sono finiti tal quali nella lettera che si vorrebbe recapitare alla segretaria regionale del Pd Simona Bonafè, al deputato Marco Simiani e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, a cui del resto spetta la nomina del sottosegretario. Al di là di chi sia la primo genitura si apre un caso politico in casa di un partito che deve ancora assimilare la batosta elettorale.
La lettera si sta trasformando in una sorta di petizione visto che ad oggi le firme in calce sono quelle di circa 200 iscritti al Pd. Tra queste non c’è quella del segretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba Simone De Rosas. «È un diritto degli iscritti fare una lettera e proporne la firma – dice De Rosas – , ma non ci sarà alcuna votazione nei circoli del partito di quel documento. Ma sia chiaro che questo territorio abbia bisogno di rappresentanza lo penso anche io, valuterò l’opportunità di firmarla o meno».
Nella missiva si tratteggia un quadro di progressiva contrazione del Pd. Una crisi di consensi contrapposta all’affermazione alle elezioni regionali di Anselmi, a un anno di distanza dalla perdita del Comune di Piombino. “Questo risultato ci aveva garantito la possibilità, non solo di riconfermare il nostro consigliere, ma di poter essere ben rappresentati nell’esecutivo toscano – si legge nella lettera – . Speranza confermata dall’impegno preso dal presidente all’insediamento della giunta regionale di designare Anselmi sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, con specifiche deleghe di grande rilevanza per la parte di territorio insulare e per la crisi economica e sociale della Val di Cornia e della provincia di Livorno”.
Il percorso per la modifica dello Statuto “passaggio necessario per la nomina del sottosegretario, non è stato banale – prosegue la lettera – . Forse anche troppo lungo. Ci sono state contrarietà marcate e pubbliche da parte di chi oggi si dice pronto a ricoprire quell’incarico. Non è minimamente nostra intenzione costruire una contrapposizione tra territori, entrambi per altro in difficoltà e con smaccate carenze di rappresentanza, ma pretendiamo che la provincia di Livorno abbia quanto annunciato ormai due anni fa. Anche per la dignità di un territorio e di un partito che hanno rivendicato pubblicamente quella nomina come l’arma per risolvere i problemi dei cittadini e, detto a dei dirigenti di partito, anche per contrastare quella destra che avanza”.
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