Il Tirreno

Taxi collettivo, futuro incerto non c’è accordo con il Comune

di Luigi Cignoni
Taxi collettivo, futuro incerto non c’è accordo con il Comune

L’amministrazione vuole ripensare il servizio alternativo al bus

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PORTOFERRAIO.  «Il servizio di taxi collettivo dovrà essere ripensato e riformulato. Così come è stato praticato e svolto finora non va più bene. Occorre rimodularlo». Sono le parole dell’assessore alla Viabilità della Biscotteria, Leo Lupi, in risposta alle richieste formulate dai dieci tassisti di Portoferraio che chiedono di ottenere dal Comune almeno una deroga del servizio fino al 31 dicembre di quest’anno.

«La formula va pensata meglio – sottolinea l’assessore Lupi –. Non possiamo prevedere un orario stabilito in cui effettuare le corse. E se poi a quell’ora e in quel posto del nostro territorio non c’è nessuno che richiede di usufruire del servizio che si fa? Abbiamo fatto compiere al tassista un viaggio a vuoto. E perché questo non accada si potrebbe pensare non tanto a stabilire una tabella con orari determinati in cui passa la macchina, bensì di svolgere il collegamento a chiamata, come abbiamo sperimentato con successo quest’estate con l’ApeCar che effettuava il trasporto di residenti e ospiti con questa formula, ogni volta che dovevano raggiungere la parte alta della città e andare alla residenza napoleonica oppure ai forti medicei o semplicemente raggiungere le abitazioni di via della Regina e via del Falcone».

Sta di fatto che i dieci tassisti del porto, ora che la stagione turistica è arrivata pressoché agli sgoccioli, aspirano all’esercizio del taxi collettivo come a una formula per integrare il drastico calo di chiamate e corse nell’inverno. E il pericolo che sul taxi collettivo si stia scrivendo la parola fine è avvertito dagli stessi interessati.

«Dai contatti che abbiamo avuto con l’amministrazione comunale – afferma Mauro Bastianelli, portavoce della categoria – ho avuto l’impressione che gli amministratori vogliano consegnare il servizio ad altri soggetti. Non comunque a noi». Che prosegue: «Dicono che non possono rapportarsi singolarmente a ognuno di noi, dato che ognuno di noi è titolare di una licenza. Che sarebbe stato meglio invece che avessimo costituito una specie di cooperativa con cui rapportarsi anche dal punto di vista economico. Intanto aspettiamo che sia pubblicato il bando e vedremo come comportarci».

Per la cronaca il taxi collettivo fu istituito nel 2000, fra alti e bassi dovuti a temporanee sospensioni sotto le varie giunte che si sono susseguite alla Biscotteria. Fu una scelta delle amministrazioni di allora che intesero andare incontro alle necessità delle popolazioni delle frazioni di Bagnaia e Viticcio-Enfola. Le quali, con la riduzione delle linee urbane in bassa stagione e durante l’inverno, avevano così l’opportunità di recarsi nel capoluogo con maggiore facilità.

«Non vorrei che passasse il discorso che le frazioni del comune sono isolate – puntualizza l’assessore alla Viabilità di Portoferraio, Leo Lupi –. C’è il servizio pubblico di Autolinee Toscane». Controbatte sul punto il portavoce dei tassisti Mauro Bastianelli: «Sì, ma dopo le 13,15, quando i bus di linea riportano a casa i ragazzi che escono dalle scuole non ci sono più collegamenti – afferma – e per tutta la mattina, esclusa la corsa delle 7,15 non c’è niente. In più il bus urbano non opera il sabato e la domenica».


 

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