Il Tirreno

Rigassificatore

Progetto Snam, le criticità: «No per ragioni tecniche»

di Manolo Morandini
Circa 300 le persone presenti in platea al teatro Metropolitan a seguire l’illustrazione dei tecnici incaricati dal Comune di Piombino
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Circa 300 le persone presenti in platea al teatro Metropolitan a seguire l’illustrazione dei tecnici incaricati dal Comune di Piombino

Il sindaco Ferrari porta al Metropolitan la task force di esperti. Operazione giudicata frettolosa e con aspetti non approfonditi

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PIOMBINO. Dal no politico a quello che poggia su motivi tecnici, giuridici e scientifici. La partita di opposizione al progetto di installazione della nave rigassificatore in porto da parte del Comune di Piombino si gioca nella conferenza dei servizi. E gli argomenti li mette in fila il sindaco Francesco Ferrari nella cornice del teatro Metropolitan, circa 300 le persone presenti in sala, per voce degli esperti messi insieme dal Comune per smontare l’ipotesi Snam. «Il tempo ci ha fatto abbandonare la posizione politica che avevamo affrontato con decisioni nella prima fase di questo percorso. Nonostante l’impegno di tutti quel percorso non è servito e siamo arrivati oggi a dover guerreggiare da un punto di vista tecnico, ma non ci arrendiamo. Ci sono tante, troppe ragioni tecniche che sono in totale contrasto con l’ipotesi di parcheggiare una nave metaniera all’interno del porto».


Occhi alla conferenza dei servizi del 21 ottobre, ritenuta decisiva, con il commissario straordinario Giani che si è impegnato a esprimersi sull’opera entro il 27 ottobre indicando che si andrà verso un’autorizzazione con prescrizioni.

Dalle analisi emergono «criticità come danni alla salute e un rischio per la pubblica incolumità insuperabili», sottolinea l’avvocato Michele Greco. Che prosegue: «Tutte queste cose sono agli atti della conferenza dei servizi e ciò implica un’assunzione di responsabilità da parte di chi intenda superare questi pareri di carattere tecnico scientifico basati su una documentazione inconfutabile». Il riferimento è a una nota allegata al verbale della conferenza dei servizi del 7 ottobre in cui l’Autorità portuale dice che «per consentire al porto di continuare a operare soprattutto con le attività nella banchina nord che sono l’asse portante dell’attività siderurgica è necessario – sostiene Greco –, per evitare interferenze: un arretramento della banchina ovest di 50 metri, un aumento dello spazio acqueo e un allungamento della banchina nord di 50 metri, per interventi del valore di 10 milioni, un aumento dell’escavo fronte banchina ovest per 450mila metri cubi, un dragaggio dello spazio antistante della banchina ovest e una nuova vasca di conferimento dei sedimenti per un milione di metri cubi». Che prosegue: «Questo fa saltare il presupposto su cui questo procedimento amministrativo è costruito ovvero il fatto che questo porto fosse pronto a ospitare la nave». Infine, spiega il legale, nell’ultima riunione Snam ha detto che «sta interloquendo con il detentore del brevetto dei serbatoi a membrana per capire se la nave possa operare in condizioni meteomarine critiche, ma una nave offshore deve poter operare in condizioni critiche altrimenti non è una nave da offshore». Tocca agli altri componenti della task force evidenziare le varie criticità nel dettaglio. Tra questi Giovanni Francalanza mette in luce quelle sulla prevenzione degli incidenti rilevanti e Fabrizio Bianchi evidenzia che lo studio dell’impatto sulla salute non tiene conto della situazione di fragilità della popolazione.
 

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