Il Tirreno

Il caso

Rigassificatore, anche la Cgil minaccia lo sciopero generale

di Luca Centini
Rigassificatore, anche la Cgil minaccia lo sciopero generale

La Cgil, sia chiaro, non aderirà alla manifestazione del 20 ottobre, con lo sciopero proclamato da Usb e Ugl. Zannotti: «Per adesso non sono arrivate le risposte che volevamo»

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PIOMBINO. «Non avendo ancora ricevuto le opportune risposte, la Cgil dichiara ai sensi della legge 146/90 la volontà di sciopero per tutti i comparti della Val di Cornia».

Insomma, anche il sindacato confederale, secondo quanto si legge in una nota prodotta in queste ore, va verso uno sciopero generale per protestare contro la realizzazione del rigassificatore di Piombino. La Cgil, sia chiaro, non aderirà alla manifestazione del 20 ottobre, con lo sciopero proclamato da Usb e Ugl, ma si sta muovendo per organizzare una iniziativa indipendente. «Questo perché – spiega il segretario provinciale della Cgil, Fabrizio Zannotti – noi non siamo contrari al rigassificatore a priori. Lo abbiamo detto fin dall’inizio, abbiamo dato la nostra disponibilità a sederci al tavolo, ma abbiamo chiesto delle risposte precise su determinati punti che riteniamo importanti. E su questo fronte le risposte che attendevamo non sono arrivate».

I tre punti a cui fa riferimento Zannotti sono gli stessi che la Cgil ha indicato nelle osservazioni presentate nel corso della conferenza dei servizi. Il sindacato ha chiesto garanzie riguardo alla salvaguardia dell’operatività del porto nonostante l’arrivo in banchina della Golar Tundra, garanzie rispetto al rischio di incidenti rilevanti sul porto e alla fascia di sicurezza proprio in relazione a questo tipo di rischio. Terza richiesta di risposte da parte del sindacato è relativa alla sfera della salute e dell’ambiente, con particolare riferimento al problema della temperature dell’acqua riversata in mare e al cloro. Per la Cgil, al momento, le risposte che Snam ha fornito in conferenza dei servizi, evidentemente, non bastano, tanto che il sindacato ha comunicato di muovere con decisione i passi verso uno sciopero.

«Chiediamo di essere convocati dal presidente Giani e dal Prefetto per avere le risposte che cerchiamo – spiega Fabrizio Zannotti – altrimenti ricorreremo allo sciopero. Siamo preoccupati, in particolare per quanto riguarda l’operatività del porto. La preoccupazione è che si possa autorizzare l’arrivo della nave e poi a intervento effettuato ci si renda conto che le interferenze sul porto mettano a rischio le attività già presenti».


 

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