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Demolizioni industriali, i sindacati: «Più acqua e teli di contenimento per limitare le polveri sulla città»
Le Rsu hanno incontrato Demiced e Jsw dopo le proteste dei cittadini che abitano vicino alla fabbrica
Piombino Un getto più massiccio di acqua nei momenti in cui i lavori di demolizione raggiungono il massimo dell’intensità. L’utilizzo di teloni e dei puntuali rilievi delle emissioni, necessari a dimostrare il rispetto delle norme e a scongiurare rischi per la cittadinanza. Sono le principali richieste che i sindacati hanno rivolto ai responsabili della ditta Demiced, che ormai da mesi sta portando avanti i lavori di demolizione degli impianti dell’area a caldo dismessa dello stabilimento. Negli ultimi giorni le attività di smantellamento nell’area della ex colata continua della fabbrica hanno generato polvere e odore acre nella zona di confine tra lo stabilimento e il centro abitato. Non sono mancate le proteste degli abitanti di via Cavallotti e, in generale, della zona della città più vicina al muro di contenimento che costeggia la fabbrica.
«Nella giornata di mercoledì – spiegano i sindacati Fim, Fiom e Uilm – i coordinatori delle Rsu di Jsw hanno incontrato il responsabile della sicurezza dei lavori di smantellamento e bonifica della ditta Demiced e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale. Tale riunione è stata richiesta dai coordinatori in qualità di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, per discutere di alcune problematiche derivanti dagli smantellamenti, in particolare della polvere generata che interessa sia le zone della fabbrica dove operano i lavoratori di Jsw in forza diretta e in prestazione alla stessa Demiced, sia le zone adiacenti del centro urbano». Come detto, dai responsabili dei sindacati, sono state avanzate alcune possibili soluzioni. «Abbiamo proposto – spiegano – l’utilizzo massivo dell'acqua o teli di contenimento, inoltre è stata richiesta l'installazione di ulteriori centraline di rilevazioni polvere al treno rotaie e i risultati delle analisi fin qui effettuate. Per mercoledì prossimo è previsto un nuovo incontro dal quale ci aspettiamo alcune risposte concrete alle richieste effettuate».
L’azienda Demiced ha pagato una cifra importante, intorno ai 16 milioni di euro per aggiudicarsi la commessa “chiavi in mano” per le demolizioni industriali all’interno del perimetro dello stabilimento in mano al gruppo indiano Jsw. Così l’azienda del nord Italia ha potuto mettere le mani su aree dello stabilimento nelle quali si trovano ancora i vecchi impianti arrugginiti. La commessa, affidata la scorsa estate, ha una durata di due anni. E ha come obiettivo lo smantellamento dei vecchi capannoni industriali e impianti che non funzionano da anni, in modo da recuperare il rottame che poi sarà venduto sul mercato. Il primo capannone a venire giù è stato il vecchio Cc1 (Colata continua). In questi giorni gli operai si sono concentrati su altri capannoni e strutture che si trovano in quella zona. Poi, con una tabella di marcia serrata gli operai passeranno alla zona delle batterie dell’impianto di cokeria. Quindi sarà la volta del vecchi altoforno. Una volta tirato giù il vecchio gigante di ferro la commessa si concluderà con lo smantellamento dei due gazometri.
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