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Piombino

Rigassificatore, i comitati scrivono a Mattarella

Rigassificatore, i comitati scrivono a Mattarella

Lettera al presidente della Repubblica: “Per il nostro mare, per la nostra economia, ma soprattutto per la nostra incolumità”

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Una lettera inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per descrivere la situazione di Piombino  e le criticità del progetto per il posizionamento del rigassificatore in porto. E' l'iniziativa dei comitati che protestano contro l'opera (comitato Salute pubblica Piombino Val di Cornia, La Piazza Val di Cornia e gruppo Gazebo 8 Giugno contro il rigassificatore). 

  "Ci rivolgiamo a lei presidente per chiederle di interessarsi a noi - si legge nel documento -, di non sacrificare il nostro mare e il nostro territorio, la nostra economia gravemente penalizzata che faticosamente si avvia ad una ripresa basandosi anche sull'economia legata al mare. Chiediamo di lasciare una speranza ai nostri giovani, di lasciare loro un futuro, di garantire la sicurezza del  luogo dove vivono e dove viviamo". I comitati spiegano di temere "per il nostro mare, per la nostra economia, ma soprattutto per la nostra incolumità, per quella delle nostre famiglie, per quella dei numerosissimi passeggeri che transitano nel nostro porto e nelle nostre infrastrutture viarie, ferroviarie, marittime. Il rigassificatore è un impianto a rischio di incidenti rilevanti e crediamo che la sicurezza non debba essere sacrificata per nessuna altra urgenza, se si vuole

rispettare il dettato costituzionale, tenuto conto della collocazione in un contesto inadeguato". "I governanti – aggiunge la lettera - sostengono che il provvedimento adottato è nell'interesse nazionale, ma l'interesse nazionale è la somma di tanti interessi e realtà locali e se le realtà locali vengono così pesantemente sacrificate, quale bene si pensa di fare alla comunità?".

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