Sicurezza
Rigassificatore. L’agenda Giani: «Devo decidere entro il 27»
Le tappe dell’iter per l’autorizzazione e la scadenza dei 120 giorni
PIOMBINO. «Mi sembra di avere seguito tutte le procedure per consentire a ciascuno di esprimere le proprie opinioni, poi dopo che si esprimono le opinioni, i contributi tecnici per motivarle, dopo che si arriva alle deduzioni e controdeduzioni con Snam, il soggetto attuatore dell’opera prevista, si deve decidere». Così i presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ripercorre le tappe dell’iter che è chiamato a governare nelle vesti di commissario straordinario per il progetto di rigassificatore in porto a Piombino. Che aggiunge: «Io devo decidere entro il 27 ottobre e sono intenzionato a farlo nel modo che è emerso, cioè un posizionamento» della nave rigassificatrice «per tre anni a Piombino e poi per una piattaforma offshore».
La conferenza dei servizi che dovrà pronunciarsi sul progetto ha preso il via il 19 settembre e dopo una seconda seduta il 7 ottobre è stata aggiornata al 21 ottobre, dopodiché il commissario straordinario si pronuncerà sull’esito dell’esame entro il 27 ottobre. La data è quella limite dei 120 giorni, indicata dalla normativa, a partire dalla presentazione dell’istanza di autorizzazione da parte di Snam, il 29 giugno. Nel mezzo c’è un’altra data da segnare in agenda. Il 13 ottobre a Roma si riuniranno gli enti nazionali per esprimere un unico parere, con eventuali richieste di integrazioni e prescrizioni.
Il punto fermo, sulla scorta di quanto dichiarato da Snam, nella seduta della conferenza dei servizi il 7 ottobre, e della domanda di concessione demaniale della banchina presentata dalla società, è la permanenza della nave rigassificatore per tre anni in porto per poi essere trasferita in una postazione offshore in un luogo che non è ancora stato indicato.
«In questi tre anni – sostiene il presidente Giani – l’unico modo per farla» la nave rigassificatrice «è farla a Piombino, non si può pensare di fare» da subito «la piattaforma offshore. Lo abbiamo visto con quella che c’è a Livorno – il riferimento è alla piattaforma Olt a 12 miglia dalla costa di Livorno, ndr -, ci vuole una distanza di almeno tre anni per poterla muovere nei suoi elementi strutturali in mare aperto. Di conseguenza, vediamo se ci sono tutti i presupposti, come mi sembra stia emergendo, perché dopo la conferenza dei servizi, quella definitiva del 21 ottobre, si possa procedere all’autorizzazione». Che conclude: «Del resto, di realizzare, se ci sono le condizioni, il rigassificatore, è come se moralmente me lo chiedessero tutti gli italiani che pagano le bollette, come famiglie e imprese. La logica deve essere quella molto obiettiva: se in un luogo ci sono le condizioni ed è quello ritenuto più giusto, l’opera va fatta lì».
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