Sicurezza
Poggio piange per la scomparsa del mecenate Patrick Harford
È morto sabato, con la moglie Susanne aveva aperto la “Casa della parola”
CAMPO NELL'ELBA. Non era un turista qualsiasi l’uomo morto per un malore fatale mentre faceva il bagno nel mare di fronte alla spiaggia di Pareti, nel capoliverese. Quell’irlandese di 70 anni spirato davanti agli occhi della figlia e del genero era uno che con l’Elba, e con la frazione marcianese di Poggio in particolare, aveva un rapporto strettissimo. Sabato mattina a Pareti ha perso la vita Patrick Harford.
Tecnico minerario, Harford era un uomo di affari che lavorava nel comparto delle miniere aurifere in Australia, Sud Africa, Uruguay, Inghilterra. Da circa venti anni aveva scoperto con la moglie Susanne l’isola d’Elba. Un amore a prima vista nei confronti dello Scoglio, che anno dopo anno si era rafforzato. Tanto che l’irlandese che aveva fatto fortuna in Australia e l’amata moglie decisero di acquistare un immobile sull’isola. A quel tempo era in vendita una parte di quello che è stato il primo albergo di Poggio e non ci pensarono due volte. Lontano dalle foschie e caoticità delle grandi metropoli i due si stabilirono a Poggio. Non solo. In quella casa immersa tra i castagni decisero di realizzare la “casa della parola”, un luogo di cultura internazionale nel versante occidentale dell’isola, dove la famiglia Harford ospitava artisti da tutto il mondo perché proprio nel silenzio di Poggio potessero coltivare ed esplicare il loro talento. Patrick era un grande amico di Paolo Ferruzzi, scenografo di successo e creatore, sempre a Poggio, dell’Accademia del bello.
«Ciao Patrick – scrive Ferruzzi – Sentirò la mancanza della tua risata. Sentirò la mancanza del tuo incedere sull’acciottolato delle strade di Poggio. Sentirò la mancanza delle lunghe ore trascorse assieme a progettare e sognare cose belle da fare nella tua “Casa della parola” e nella mia “Accademia del Bello. Rimarrò con quel saluto che ci siamo dati poche ore prima del mio rientro a Roma e della tua partenza per sempre. Ti piango “amigo”, come scherzosamente ci chiamavamo». Grazie all’impegno da mecenate di Harford si devono alcuni progetti culturali importanti sul territorio, l’ultimo in ordine di tempo è l’Elba Film festival , la rassegna di cinema indipendente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
