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«Nessuna bomba nel porto»: Snam sul rischio esplosione

«Nessuna bomba nel porto»: Snam sul rischio esplosione

«Fuorviante e non corretto il paragone con Hiroshima»

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PIOMBINO. «Assolutamente fuorviante e non corretto». Così Snam definisce il paragone con la bomba atomica di Hiroshima in caso di una esplosione nell’impianto. Lo precisa nei suoi chiarimenti e integrazioni progettuali al progetto per l’ormeggio della nave rigassificatore in porto a Piombino. Carte esaminate il 7 ottobre nella seconda riunione della conferenza dei servizi che dovrà portare, entro il 27 ottobre, al rilascio dell’autorizzazione da parte del presidente della Toscana Eugenio Giani in qualità di commissario straordinario del Governo per l’opera. «I 170.000 metri cubi di gas natuale liquefatto (Gnl) non possono partecipare contemporaneamente a una esplosione, nemmeno nello scenario più estremo e remoto – sottolineano i progettisti – . In particolare, solamente la parte vaporizzata (dal liquido) o il gas naturale possono portare a uno scenario di esplosione e non la parte liquida pertanto il volume di Gnl stoccato non può partecipare al fenomeno di esplosione perché rimarrà in assoluta sicurezza nei serbatoi nello scafo della nave».

È previsto anche un piano di sicurezza contro eventuali minacce terroristiche al rigassificatore di Piombino. «Il terminale sarà dotato di un piano di security – afferma Snam – , attualmente in fase di condivisione con le autorità competenti, per prevenire le minacce e gestirle per minimizzarne i potenziali effetti». La documentazione, all’esame di Autorità di sistema e Capitaneria di porto, non può essere condivisa al pubblico a causa di contenuti sensibili.

ATTIVITÀ PORTUALI

Nessun intralcio alle attività del porto col rigassificatore. Lo scrive Snam rispondendo a osservazioni di Jsw, Piombino Logistics e Pim. La Società afferma che «ferma restando la competenza in materia di compatibilità territoriale dell’Autorità di sistema portuale, in quanto soggetto amministratore del bene demaniale marittimo, dalle valutazioni condotte emerge che sussiste la possibilità di proseguire le attività industriali in corso sulla banchina nord ed est».

DIFFERENZE CON OLT

La società nel documento presentato al commissario per l’opera Giani spiega che, a differenza di quanto accade per il rigassificatore della società Olt, operante da anni in mare aperto davanti a Livorno, per il quale è prevista un’area di interdizione, nel caso di Piombino «non sono previste aree di interdizione» in quanto «esse sono aree di interdizione alla navigazione e pertanto non sono applicabili all’impianto in esame». Il progetto di Piombino riguarda una nave rigassificatrice attraccata a una banchina del porto, mentre l’impianto di Olt è ancorato a 12 miglia dalla costa.

MANOVRE IN PORTO

Tra gli altri aspetti esaminati in base alle conclusioni emerse dallo studio Cetena, incaricato da Snam di eseguire le simulazioni in porto, viene ritenuto di valutare come remoto il rischio di collisione e quindi di danneggiamento e urto tra le navi in transito e la nave rigassificatore. Riguardo alle manovre di entrata e uscita dei mezzi navali a supporto della nave rigassificatore «nella stagione estiva saranno eseguite esclusivamente in notturna, quindi senza generare interferenza con il traffico traghetti. Durante il resto dell’anno si valuterà attentamente la possibilità di manovra anche in periodo diurno in funzione delle effettive finestre di disponibilità. Resta comunque inteso che, in ogni caso, sarà data la priorità al transito dei traghetti».

Alle prove al simulatore sono intervenuti i rappresentanti di Capitaneria di porto, Autorità di sistema portuale, Fratelli Neri Spa, che è la società rimorchiatori operante nel porto, Corpo piloti di Piombino. Nello studio sono state considerate diverse tipologie navali (tipo Fsru, tipo Lng Carrier con due diverse immersioni e tipo Bulk Carrier con due diverse dimensioni, traghetto). Per le diverse tipologie sono state individuate le condizioni meteo marine che consentiranno le manovre di ingresso e uscita in sicurezza. Snam sottolinea che lo studio è basato su fonti consolidate di dati dal 1979 al 2022. E per quanto riguarda l’intensità di vento e corrente, è stato fatto riferimento alle indicazioni ottenute dal Corpo piloti di Piombino. Nello studio sarebbero considerate avarie a bordo dei mezzi coinvolti, e non sarebbero state evidenziate situazioni di interferenza con il rigassificatore.

RISCHIO INCIDENTI

Sul rischio incidenti Snam risponde che «il terminale sarà dotato di un piano di emergenza interna». E che la progettazione «ha previsto che il terminale sia dotato di un sistema di sicurezza per la protezione di personale, impianti di produzione e ambiente, costituito da due sezioni di cui la prima Esd prevede la fermata dell’intero impianto e la depressurizzazione automatica dello stesso, ad attivazione sia automatica che manuale dall’operatore». La società spiega inoltre che «nel caso in cui le condizioni meteomarine non rispondessero ai requisiti che saranno indicati per l’ingresso al porto», le navi gasiere dirette al rigassificatore «resterebbero ormeggiate al largo o navigherebbero verso altra meta». E che il sistema di ormeggio della nave in porto è stato progettato per resistere a venti di intensità di 60 nodi e una corrente di 3 nodi.

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