Il Tirreno

La curiosità

C’è un’altra Piombino senza mare la “gemella” palladiana in Veneto

di Franco Marianelli
C’è un’altra Piombino senza mare la “gemella” palladiana in Veneto

Si chiama Piombino Dese ed è famosa per l’asparago bianco e il vino

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Ci sono alcuni piombinesi che il mare lo vedono solo in vacanza, che non possono passeggiare in piazza Bovio, che forse non sanno cosa siano gli altoforni, che del rigassificatore importa poco o niente e che quando si affacciano alla finestra non vedono l’Elba ma il placido scorrere del fiume Sile. Sono gli abitanti di Piombino Dese comune della provincia di Padova, collocato al confine con la provincia di Treviso, che con la nostra città condivide il nome.

E a quanto abbiamo appreso solo quello. Intanto è curioso sapere come il nome della Piombino veneta, secondo gli studiosi, potrebbe sì avere a che fare con il color plumbeo di quella terra ma pure con il martin pescatore, uccello palustre assai presente almeno un tempo in quelle zone, che i padovani chiamano appunto “piombino”. Non è dato di sapere il perché. Dese è un fiume della regione che attraversa, appunto, anche la nostra cittadina “cugina” della provincia padovana. Sindaco di questo grosso borgo di novemila anime Cesare Mason, 56 anni, consulente di azienda, da poco riconfermato alla guida della città, a capo di una lista civica apartitica che ha recentemente sconfitto un’analoga lista civica ma con venature di destra. Che si fa a Piombino Dese signor sindaco? «Si lavora innanzitutto – risponde da buon veneto – e siamo famosi per la nostra specializzazione ovvero l’industria dei lampadari. La nostra città è collocata sulla tratta Venezia-Trento dove si trova pure Murano e da lì l’industria del vetro applicato alla luce ci ha positivamente influenzato».

Poi? «Poi abbiamo una grossa industria farmaceutica specializzata nella produzione delle fialette per i campioni da consegnare ai laboratori analisi ovvero la Farmaceutica Stevanato che nel tempo ha avuto anche 1700 dipendenti». Motivi per venire dalle vostre parti? «Certo per l’arte: penso a “la Rotonda “di Badoere a poco tempo da noi e alla Chiesa di San Biagio un po’in stile neoromantico, un po’ neogotico».

Cosa si mangia e cosa si beve a Dese? «Si mangia l’asparago bianco (fatto crescere in un fusto sotterraneo) frutto che produce gemme che costituiscono la parte commestibile del prodotto. E il radicchio tardivo, prodotto a indicazione geografica protetta caratteristico per il color rosso scuro intenso, da striature bianche, da una consistenza croccante e da un inconfondibile gusto delicatamente amarognolo. Si distingue dal radicchio precoce meno ricercato».

E da bere? «Siamo celebri per il vitigno Clinton (o Grinton) che non ha nulla a che fare con l’ex presidente americano ma è un vitigno ibrido a bacca nera da cui prende il nome l’omonimo vino speciale rosso». E a sport come state? «Abbiamo la nostra squadra di calcio, l’Uniondese, che si sta comportando bene in prima categoria». Patrono? «San Giuseppe». Che saluto manda al suo omologo sindaco piombinese – livornese (per non confondersi)? «Che lui affacciandosi dalla finestra del suo ufficio vedrà pure l’Elba ma la mia si affaccia su Villa Cornaro, una villa del Palladio». E manda la foto, con orgoglio “padano”. l




 

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