Il Tirreno

L’analisi

Le caretta caretta nascono a Sant’Andrea: «È l’effetto del cambiamento climatico»

di Antonella Danesi e Giuseppe Boi
Le caretta caretta nascono a Sant’Andrea: «È l’effetto del cambiamento climatico»

Eccezionale nidificazione delle tartarughe marine nella spiaggia della costa nord-occidentale dell’Elba. Mazzantini (Legambiente): «È una cosa bellissima, ma è il segno che si spostano per sopravvivere»

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MARCIANA. Le tartarughe tornano a nidificare all’Elba. Questa volta hanno scelto la spiaggia di Sant’Andrea. Un evento eccezionale che conferma come l’ìsola sia un paradiso della biodiversità, ma anche la dimostrazione che le nidificazioni avvengono sempre più a nord a causa dell’innalzamento della temperatura del Mediterraneo. «È una cosa bellissima, ma è il segno che stanno spostandosi per sopravvivere al cambiamento climatico», sottolinea Umberto Mazzantini di Legambiente.



Il nido della Caretta caretta nella frazione di Marciana è stato scoperto per caso ieri mattina, intorno alle 6, da Mauro Cardella e Nicolas Scamardella, bagnini del consorzio Capo Sant’Andrea. In un primo momento non si sono resi conto di cosa fossero, poi la sagoma inconfondibile di una ventina di tartarughine ha cominciato a muoversi verso il mare, tra la sabbia e i cumuli di posidonia. Hanno subito avvertito la Capitaneria di porto, che è arrivata sul posto insieme ai volontari di Legambiente, e il Comune (sulla spiaggia anche il vicesindaco di Marciana Susanna Berti).

«La risposta “ambientale” della comunità è stata unanime – si legge in una nota della Guardia costiera –, subito dopo la segnalazione ricevuta dalla sala operativa, si sono recati sul posto, insieme al personale della Capitaneria di Portoferraio e dell’ufficio marittimo di Marciana Marina, sette volontari di Legambiente arcipelago toscano, che, con i bagnini del Consorzio di Sant’Andrea, hanno messo in sicurezza l’area del nido delimitandola con pali in legno e reti ombreggianti per impedire l’ingresso dei bagnanti. In particolare, il personale della Guardia costiera ha disposto lo spostamento di attrezzature balneari presenti sull’arenile e di natanti in prossimità dello specchio acqueo».

«La tartaruga ha scelto questa spiaggia ed è stata fortunata: il nido era sotto un lettino che lo ha protetto – commenta Isa Tonso del progetto Tartarughe marine di Legambiente e Parco –. In questo bagno non vengono usati mezzi meccanici per pulire la sabbia e questo è molto importante».

La spiaggia è ora presidiata nell’attesa che, come avviene di solito, la schiusa delle uova avvenga gradualmente. Si ipotizza che nel nido ci possano essere tra i 50 e i 100 esemplari. I volontari di Legambiente e la Capitaneria monitoreranno il sito 24 ore su 24. Intanto sono stati contattati l’Istituto zooprofilattico sperimentale e le Università di Pisa e di Siena per l’attività di ricerca scientifica.

 

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