Sicurezza
Necropoli di Casone, uno scrigno di storie
Tanti visitatori all’appuntamento “Gli archeologi raccontano”. Reperti e nuove scoperte dagli interventi in corso alla necropoli
BARATTI. Un piccolissimo ciondolo d’argento per neonato con portafortuna all’interno, la rarissima ciotola con iscrizione e una collana d’ambra. Testimonianze archeologiche che spaziano in un lunghissimo arco di tempo, tra le varie fasi della vita di Populonia in età etrusca e poi romana. Ieri in tanti al pomeriggio di scoperte grazie all’evento “Gli archeologi raccontano”, visita organizza per conoscere i risultati degli interventi in corso alla necropoli del Casone.
Nell’area interventi realizzati sotto la direzione della Soprintendenza nell’ambito di un accordo di collaborazione con il Trust Sostratos Onlus e condivisi con la società Parchi Val di Cornia. «Da agosto è in corso il riassetto e lo studio di una porzione della necropoli del Casone – ha spiegato Leonardo Bochicchio, Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio province di Pisa e Livorno – . L’area si è rivelata di grande importanza per la fitta presenza di testimonianze archeologiche. Le indagini sono volte ad un riordino delle conoscenze già acquisite e ad una migliore comprensione delle fasi di utilizzo sepolcrale e delle successive fasi di distruzione degli strati archeologici dovute alle operazioni di cava del minerale ferroso».
«Il parco archeologico di Baratti e Populonia è lo scrigno prezioso del nostro territorio – ha commentato il sindaco Francesco Ferrari – al suo interno ci sono custoditi secoli di storia e di bellezze. Questo sito archeologico è in continua evoluzione grazie a Soprintendenza e Trust Sostratos: i resti emersi sono testimonianza di chi lì visse creando quelle meraviglie che oggi possiamo ammirare. Ogni anno migliaia di turisti rimangono incantati dalla magia di un popolo che ha fatto la storia di Piombino».
«La ricerca archeologica – ha commentato Mauro Tognoli, amministratore delegato Parchi – è fondamentale per offrire ai visitatori un parco che si rinnova nel tempo. L’obiettivo della società Parchi è far sì che effettuare scavi dentro un’area aperta al pubblico non si trasformi in un disagio per gli utenti, ma diventi un’opportunità aggiuntiva data dal poter osservare il work in progress delle ricerche sul campo».
«Evento importante – ha aggiunto il presidente Parchi, Luca Ardenghi – quando, dopo aver scavato e messo in sicurezza, si arriva a condividere i risultati coi i visitatori si raggiunge uno degli obiettivi di Parchi. Conferma a progetti che funzionano, massima collaborazione tra Soprintendenza, Trust Sostratos Onlus e Parchi».
Ricorda Lorenzo Benini, Trust Sostratos Onlus: «Siamo da anni impegnati nel finanziamento di ricerche archeologiche, prevalentemente in ambito etrusco. La collaborazione con gli enti pubblici ci ha portato a lavorare con la nostra equipe di archeologi, coadiuvati da studenti universitari, in zone di ricerca non solo ricche di storia, ma bisognose di interventi di salvaguardia e valorizzazione. Da anni siamo attivi in Val di Cornia e prevediamo che questo nostro impegno si protrarrà, in collaborazione con la SABAP di Pisa Livorno e con la Parchi, ancora per molto: convinti che la ricerca e la promozione culturale siano elementi chiave per lo sviluppo di una nuova coscienza civile nel nostro Paese».
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