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Piombino, piazzale abbandonato e nel degrado. Protesta in località Pozzetti

ll piazzale sterrato in località Pozzetti
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ll piazzale sterrato in località Pozzetti

Da sette anni i residenti attendono invano le opere di urbanizzazione

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PIOMBINO. Sette anni di attesa. E ancora quel piazzale è abbandonato a se stesso. Tutto questo nonostante il so completamento fosse previsto come opera di urbanizzazione nell’ambito del primo lotto realizzato in località Pozzetti.

A segnalare il problema è l’amministratore di condominio Andrea Dami, in rappresentanza dei condomini di via Modigliani 2/a-b-c-d. Con una lettera inviata al Tirreno i condomini lamentano le condizioni di degrado in cui versa il piazzale privato ad uso pubblico posto nella parte ovest del complesso di edifici realizzati in località Pozzetti. Il piazzale è sterrato, dal momento che la ditta non ha mai completato l’asfaltatura. «Questo piazzale – scrive il geometra Andrea Dami nella lettera inviata al Tirreno e corredata di fotografie – è le opere connesse rientravano nell’unità minima di intervento Umi 20, che è stata chiusa fin dall’aprile del 2015, senza che tuttavia fossero state realizzate tutte le opere in essa previste. Eppure la realizzazione di queste opere era stata posta, dalla convenzione di lottizzazione, a carico del soggetto concessionario che tuttavia non ha provveduto».

I condomini, attraverso il loro amministratore, fanno notare come ad oggi il piazzale si trovi in stato di degrado, con opere iniziate e non completate e strutture provvisorie simili a quelle di cantiere; in particolare la mancata asfaltatura e la presenza di terra e ghiaia lo rendono poco funzionale o addirittura, in caso di piogge intense, impraticabile.

«È evidente che, trattandosi di opere di urbanizzazione a carico del concessionario della convenzione di lottizzazione – scrive l’amministratore Dami – il loro mancato realizzo costituisce una violazione degli accordi contenuti nella concessione, che avrebbe dovuto avere delle conseguenze per il concessionario. Il controllo del rispetto della convenzione spetta all’amministrazione comunale, anche perché si traduce in un danno per l’interesse non solo degli acquirenti dal concessionario ma anche della collettività, che da tale opera di urbanizzazione trarrebbe vantaggio».

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