Il Tirreno

Dal tribunale

Veliero pieno di cocaina a Rio Marina: il patteggiamento respinto dal giudice

di Stefano Taglione
Alcuni ovuli di cocaina sequestrati nell’ambito di un blitz della polizia di Stato (immagine d’archivio)
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Alcuni ovuli di cocaina sequestrati nell’ambito di un blitz della polizia di Stato (immagine d’archivio)

Proposti otto mesi di reclusione in continuazione a una pena di 4 anni

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RIO. Secondo l’accusa avrebbe acquistato 11 dei 300 chili di cocaina ritrovati nel “Tabatha II”, il veliero che il 20 luglio del 2011 venne sequestrato dalla squadra mobile di Milano sul porto di Rio Marina. Dopo 11 anni, il giudice per le indagini preliminari Mario Profeta, nel pomeriggio di mercoledì 7 settembre ha respinto la richiesta di patteggiamento a otto mesi di reclusione (in continuazione però con una sentenza di quattro anni di reclusione, quindi totale sarebbe stato di quattro anni e otto mesi) per il cinquantatreenne umbro, originario di Città di Castello, Aldo Boncompagni. Secondo il tribunale, che ha rinviato l’udienza preliminare fra poche settimane davanti alla gip Tiziana Pasquali, la pena concordata fra le parti – in aula la pubblico ministero Antonella Tenerani – non era congrua. Nella prossima udienza, quindi, la difesa rappresentata dall’avvocato Eugenio Zaganelli potrebbe chiedere un rito abbreviato condizionato all’esame dell’indagato.

IL FATTO

L’elegante veliero, 14 metri di lunghezza, dopo essere partito dal Brasile e aver navigato fra i Caraibi e le Azzorre, era stato tirato a secco all’isola d’Elba. Secondo l’accusa era il mezzo per rifornire di cocaina alcuni grossi spacciatori che avevano prenotato l’ingente carico di stupefacente. Gli agenti, dopo una segnalazione, si sono quindi presentati nel cantiere bucando lo scafo e scoprendo l’enorme quantitativo di “polvere bianca” nascosto nei gavoni di prua e poppa. Di lì a poco verranno arrestate sei persone (originarie di Varese, Torino e Cagliari) e una settima rintracciata a Milano. Dall’inchiesta si è compreso che la droga sarebbe stata immessa nei mercati di Lombardia, Puglia e Umbria. Da qui, appunto, il coinvolgimento di Boncompagni, che non era però fra le persone arrestate inizialmente.

LA CONDANNA

Le intercettazioni hanno consentito alla procura di allargare il cerchio e il cinquantatreenne, che con la famiglia ha una casa in Brasile a San Salvador de Bahia, al tribunale di Perugia aveva poi patteggiato quattro anni.


 

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