Il Tirreno

Addio ad Alfonso Batignani pioniere del turismo elbano

Addio ad  Alfonso Batignani pioniere del turismo elbano

Ha cominciato la sua attività sulla spiaggia di Cavoli ed è diventato presidente Fiba. Domani i funerali a San Piero

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CAMPO NELL'ELBA.  È morto Alfonso Batignani, pioniere del turismo elbano, come scrive il Comune di Campo: «A Cavoli ha realizzato le sue idee e i suoi progetti. Sarà ricordato per il suo spirito di iniziativa, i modi gentili e la disponibilità. Era sempre presente per dare un aiuto ai suoi ragazzi». Alla moglie Rosetta, ai figli Francesco e Laura e ai nipoti va l’abbraccio dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità campese. I funerali di Alfonso Batignani, 78 anni, si svolgeranno nel primo pomeriggio di domani, mercoledì 24 agosto a San Piero, suo paese natale. Personaggio storico in questo versante dell’isola per essere stato precursore del turismo nel territorio di Campo nell’Elba. Tutto ha avuto inizio sulla spiaggia di Cavoli, località divenuta l’emblema stessa dei giovani villeggianti e località fra le più ricercate e acclamate dell’isola, grazie alle sue bellezze naturali e alla sua invidiabile posizione esposta a sud, la prima a essere affollata dai bagnanti nei primi tepori della primavera e l'ultima a chiudere i battenti della stagione. Grazie anche alla composizione della sua sabbia costituita da granelli di granito. Batignani ha iniziato la sua attività, dando in affitto ombrelloni e sdraio nel 1969. Poi, a mano a mano che l'attività prendeva vigore, ha cominciato ad allargarsi prendendo un tratto di concessione della spiaggia, poi un locale trasformandolo in stabilimento, affittacamere per finire con un albergo a conduzione familiare. È stata la sua fortuna di imprenditore e per merito anche alla sua indiscussa attività Cavoli è assurta alla fama che oggi tutti riconoscono a questa località balneare di Campo nell’Elba. Batignani si è anche molto prodigato da presidente della Fiba dell’Isola d’Elba. In questa veste lo abbiamo visto recarsi spesso a Roma con altri rappresentanti nazionali di stabilimenti balneari per confrontarsi con il Ministero per Turismo, e discutere del futuro degli stabilimenti italiani dopo l’entrata in vigore della direttiva Bolkestein. Un percorso obbligato e tanto temuto dai gestori degli stabilimenti balneari elbani, perché avrebbe messo la parola fine a una serie di garanzie del settore. Non più dunque concessioni demaniali a vita, ma durata massima della concessione 4 anni non rinnovabili. Poi gara a evidenza pubblica per l’aggiudicazione. Batignani aveva giudicato la manovra negativamente e scoraggiante per l’imprenditoria elbana. Ne aveva fatto il suo cavallo di battaglia. Aveva portato a Roma le richieste della categoria, come il diritto di prelazione qualora si dovesse andare a gara. Un modo per tutelare chi ha impegnato da sempre le proprie energie in questa attività. «Noi lotteremo fino all’ultimo almeno il diritto di prelazione ci deve essere riconosciuto», aveva detto alle testate giornalistiche che lo avevano intervistato. E aveva aggiunto: «Il rischio è alto. C’è timore di perdere tutto quanto fatto sino a oggi». Avrebbe continuato la lotta, se il male non lo avesse fermato.

 

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