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Punto nascita, «tanti disagi»: le richieste all’Azienda Usl
Alleanza per Piombino e Fratelli d’Italia stanno con Bezzini
PIOMBINO. C’ha provato a gettare acqua sul fuoco delle polemiche il direttore di Ostetricia e ginecologia dell’area ospedaliera di Cecina e Piombino Stefano Masoni. «Ma quali pericoli in più? – ha detto –. Non si può quantificare il rischio in base ai chilometri da percorrere». Il tutto in scia alle proteste che si sono sollevate in seguito al parto precipitoso avvenuto il 9 agosto in casa di una giovane coppia marocchina residente a Piombino e salito agli onori delle cronache per il duro attacco dell’assessora alla Sanità Carla Bezzini nei confronti dell’Asl Nordovest.
Alleanza per Piombino trova nelle parole del direttore Masoni «un senso di minimizzare l’episodio che non lascia affatto sereni, soprattutto per le tante donne piombinesi e non solo che non possono interfacciarsi come tutte le altre con un ospedale vicino. Dire che il rischio non si può quantificare in base ai chilometri tra Piombino e Cecina potrebbe pure essere accettato salvo che a Piombino esiste una sola via di entrata e uscita dalla città e in questo periodo la viabilità è appesantita dal traffico verso il porto che spesso crea code e ovvi disagi». Che prosegue: «Il direttore fa riferimento ai manuali scientifici dicendo che se un parto è precipitoso, le complicanze sono molto rare. Noi accettiamo anche questo, perché la scienza va riconosciuta, ma la statistica non potrebbe portare poi a qualche simile tragedia? C’è proprio bisogno di doversi sempre affidare alla fortuna? Apprendiamo dell’esistenza di un protocollo d’emergenza tra gli ospedali di Cecina e Piombino, dove una donna che ha criticità viene presa in carico dalla chirurgia e sottoposta ad eventuale intervento anche con l’aiuto di medici del pronto soccorso. Ma con un pronto soccorso ai minimi termini e che vive quotidianamente tante difficoltà dalla carenza del personale al sovraffollamento dell’utenza, ci chiediamo quali medici potrebbero intervenire nel caso una donna avesse criticità». L’invito all’Azienda Usl è quello di «mettersi a un tavolo per ridiscutere i servizi del cosiddetto ospedale unico».
Anche Fratelli d’Italia parla di «pericolo per i cittadini derivato dalla chiusura del Punto nascita e dalla mancanza di prestazioni sanitarie adeguate». Che sottolinea: «A quella chiusura doveva almeno seguire un potenziamento del primo soccorso per poter sopperire a situazioni come quelle verificatesi giorni fa. Ma niente: Asl e Regione continuano a trattare la Sanità come una società che deve solo fare profitti, con conseguenze pericolose per gli utenti».
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