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Sanità

Il direttore di ostetrica: «Il punto nascite a Cecina è più lontano ma non rappresenta un rischio»

Gabriele Buffoni
Il direttore di ostetrica: «Il punto nascite a Cecina è più lontano ma non rappresenta un rischio»

Parla Masoni: «Noi non abbandoniamo nessuno»

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PIOMBINO. Non vuole sentire parlare di rischi gratuiti corsi sulla pelle delle donne. «Ma quali pericoli in più? Non si può quantificare il rischio in base ai chilometri da percorrere». A parlare è il direttore della Uoc di ostetricia e ginecologia dell’area ospedaliera di Cecina e Piombino Stefano Masoni. Sconcertato dalla marea di proteste che si sono sollevate in seguito al parto precipitoso avvenuto il 9 agosto in casa di una giovane coppia marocchina residente a Piombino e salito agli onori delle cronache giovedì in seguito al duro attacco dell’assessora alla sanità Carla Bezzini nei confronti dell’Asl Nord Ovest.

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«Sui maggiori testi di ginecologia – dichiara il primario – è scritto che è esperienza comune che le condizioni dei neonati partoriti in modo precipitoso siano solitamente molto buone. E anche la frequenza di lesioni alle parti molli materne è sorprendentemente bassa in questi casi. In pratica – chiarisce – quando un parto precipitoso avviene è perché va tutto fin troppo bene: questi casi sono rari ma ancor più rari sono le complicanze che possono verificarsi in questo genere di situazioni».

Al di là del singolo caso, però, la protesta scaturita giovedì ha acceso nuovamente i riflettori sulla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Villamarina, con tante donne (e neo-mamme) piombinesi costrette a rivolgersi all’ospedale di Cecina. «Partiamo dal fatto che la chiusura del presidio di Piombino è dovuta anche al fatto che non c’era personale sufficiente e in più non rispondeva alle indicazioni minime regionali per il numero minimo di parti all’anno – dichiara Masoni – ma al di là di questo, le donne piombinesi non devono sentirsi abbandonate né assolutamente in pericolo. Per quanto riguarda il parto – spiega il primario – il rischio non cresce con la distanza dall’ospedale: la stessa percentuale di pericolo la si ha anche insala parto, con l’ospedale a due passi da casa. E anche in queste situazioni ci sarà sempre un numero di donne che riuscirà a partorire a casa prima ancora dell’arrivo dell’ambulanza».

Ma come può essere garantita un’assistenza continuativa senza una presenza fisica nell’ospedale piombinese? La risposta, paradossalmente, viene proprio dal “parto della discordia” di giovedì. «La neo-mamma 24enne era venuta a Cecina il giorno prima ed era anche stata visitata: la seguivamo da tempo – racconta Masoni – e tutti i suoi dati erano condivisi in un continuo interscambio tra Cecina e Villamarina. Non solo: ci terrei a rassicurare tutte le donne di Piombino che anche di fronte a eventi di particolare gravità, anche durante il periodo della gravidanza e non necessariamente al momento del parto, non corrono maggiori pericoli dopo la chiusura del punto nascite. Abbiamo infatti un protocollo di emergenza con l’ospedale di Piombino – spiega – per cui una donna in un simile stato di criticità viene presa in carico dalla chirurgia e sottoposta a intervento, anche senza il ginecologo, con l’aiuto di chirurghi e medici del pronto soccorso. Anche a Piombino».

 

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