Toscana
Più cura della salute dei nonni grazie a 1.500 visite mediche
All’ospedale portoferraiese l’ambulatorio settimanale. Per la terza età pare esserci crescente attenzione da parte della Usl Nord Ovest, mentre in altri settori sanitari in tanti si lamentano di tagli.
PORTOFERRAIO. 1.500 visite mediche rivolte agli anziani, attuate dal servizio di geriatria sull’isola dal 2019, grazie all’attivazione presso l’ospedale portoferraiese di un ambulatorio settimanale. Lo gestisce la specialista del settore, Paola De Feo. I maggiori problemi riscontrati? Decadimento della sfera cognitiva, depressioni e ansia. Il servizio fa capo a Ornella Fabozzi, dirigente dell’Unità funzionale cure primarie.
Per la terza età pare esserci crescente attenzione da parte della Usl Nord Ovest, mentre in altri settori sanitari in tanti si lamentano di tagli.
All’Elba, nel totale dei suoi 7 comuni, pare ci siano oltre 8mila over 65 e pertanto i problemi sanitari sono vasti per i meno giovani, acuiti da una pandemia che non molla. Non mancano anziani in difficoltà esistenziale economica, come rilevato dal comparto dei servizi sociali Asl. «La geriatria nel distretto Elba – spiega De Feo – è partita ad inizio 2019: esiste un servizio ambulatoriale e le visite domiciliari, per pazienti con gravi difficoltà motorie e di trasporto. Prendo in carico gli anziani con attenzione alle patologie cognitivo-comportamentali, alle autonomie funzionali e disabilità motorie». Per accedere occorre la prenotazione telefonica al Cup (0586223333) oppure all’ospedale di Portoferraio agli sportelli con richiesta del medico curante per la visita specialistica. L’ambulatorio geriatrico c’è il giovedì pomeriggio a San Rocco, e quello dedicato al Cdcd (Centro disturbi cognitivi e demenze) il mercoledì.
« Le visite in ambulatorio – aggiunge De feo – sono circa 330 ogni anno, quindi 1000 nei tre anni passati, mentre quelle domiciliari sono circa 150 nei 365 giorni (sulle 450 in totale dei tre anni)». Nel 2022 si ipotizzano numeri in crescita. E in collaborazione con i servizi sociali c’è stata la presa in carico di circa 250 pazienti con difficoltà esistenziali.
Dal 2019 analizzati - appunto - 1500 casi.
«Mi occupo – prosegue – della valutazione sanitaria che stabilisce i piani assistenziali secondo le reali esigenze del paziente in difficoltà. Nella maggior parte degli anziani vedo che emergono problematiche della sfera cognitiva e quelle ansioso- depressive. Oltre la metà dei soggetti hanno disturbi di natura cognitiva e quindi rientrano nel monitoraggio periodico del Centro disturbi cognitivi e demenze , attivato dalla Regione, come struttura di riferimento per la diagnosi ed il trattamento, dal 2021. A tale struttura, ambulatorio di secondo livello, si accede solo dopo la valutazione specialistica. Un’azione definita da me, come geriatra, il mercoledì mattina o dai neurologi al sabato. Attraverso la collaborazione tra geriatra, neurologa e neuropsicologa, con il supporto dei servizi sociali, per tali pazienti può essere prevista la loro partecipazione ad attività di stimolo cognitivo-sociale, all’Atelier Alzheimer e al centro diurno che si trovano a Portoferraio e la frequenza è possibile dietro presentazione di domanda ai servizi sociali».
«Gli ultra 75enni vengono affidati all’ambulatorio geriatrico, mentre quelli con età inferiore all’ambulatorio neurologico – conclude la dottoressa –. Possibile effettuare test neuropsicologici, per meglio definire il profilo cognitivo dei pazienti. Sono test di oltre un’ora per valutare le varie funzioni cognitive. Ci sono poi piccoli gruppi di stimolazione cognitiva e supporto psicologico, rivolti ai pazienti che ne hanno bisogno, ed anche ai loro assistenti familiari».
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