Il Tirreno

Rapina Sulle tracce degli autori tra video e indizi delle vittime

Manolo Morandini
Una veduta di piazza Unità d’Italia a S. Vincenzo e una pattuglia dei carabinieri
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Una veduta di piazza Unità d’Italia a S. Vincenzo e una pattuglia dei carabinieri

Carabinieri al lavoro dopo le quattro denunce di altrettanti minorenni

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SAN VINCENZO.  Il cerchio non è ancora stretto. Ma i carabinieri confermano di essere sulle tracce degli autori della rapina che si è consumata in piazza Unità d’Italia, poco prima della mezzanotte l’11 agosto, ai danni di un gruppetto di quindicenni sanvincenzini. Minacciati di botte. Si sono visti puntare un coltello: «Fuori i soldi».

A fornire elementi utili per indirizzare le indagini sono le informazioni dettagliate fornite dai protagonisti, loro malgrado, dell’accaduto. Quattro i minorenni per altrettante denunce contro ignoti che sono state raccolte dai militari dell’Arma della stazione di San Vincenzo. Dalla tarda mattinata del 12 agosto i carabinieri hanno iniziato a mettere in fila gli elementi forniti da chi ha sporto denuncia. Sono stati acquisite anche le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona in cui si è consumato l’episodio per vedere se è possibile risalire all’identità degli aggressori. Potrebbe trattarsi di un gruppo di ragazzi in vacanza al mare nella zona. E sarebbe stato sentito anche l’autista del taxi van con cui gli aggressori si sono allontanati da San Vincenzo in direzione Marina di Castagneto.

Non si è fatto male nessuno, al di là del grande spavento. Ma la richiesta insistente di consegnare denaro è sfociata in una rapina. Poco importa l’entità del bottino. A fare la differenza e marcare un confine che sfocia in reato sono le modalità. E tra l’altro il coltello configura l’ipotesi di rapina a mano armata. Il reato ipotizzato è quello previsto dall’articolo 628 comma 1 del Codice penale.

Oltre a denunciare l’accaduto ai carabinieri tra i genitori cresce un interrogativo. «Possibile che nessuno abbia visto quanto stava accadendo? ». C’è chi lo rilancia sui social insieme alla segnalazione di quanto accaduto in piazza in una afosa notte d’estate. L’episodio è accaduto all’altezza dell’ascensore che porta al parcheggio sotterraneo. A un orario in cui ci sono ancora persone a passeggio. Sul punto è la consigliera comunale con delega all’Istruzione Antonina Cucinotta a provare a tirare le fila. «Spero che non si sia trattato dell’indifferenza di adulti che si sono voltati dall’altra parte di fronte a minori in visibile difficoltà – dice – . Voglio credere che le persone non abbiano avuto modo di accorgersi di quanto stava accadendo. Ma al di là di ciò questo episodio deve comunque smuovere le nostre coscienze. I ragazzi quando sono per strada sono figli di tutti noi adulti».

In piazza Unità d’Italia, seduti sui gradoni a far due chiacchiere prima del rientro a casa. È qui che i sanvincenzini, una decina tra ragazzi e ragazze tra i 14 e i 15 anni, vengono sorpresi. I racconti si assomigliano tutti. Mentre stanno parlando gli aggressori, sono in sette, piombano tra di loro. Arrivano dalla Torre. E si dispongono come in una sorta di formazione. Due coppie ai lati del gruppetto, un’altra alle spalle e uno di fronte. Quelle facce non le hanno mai incrociate. A rafforzare la richiesta di soldi a un certo punto spunta un coltello, che per fortuna viene solo puntato. C’è chi tira fuori un euro e lo consegna. A quel punto il gruppo di aggressori si allontana.




 

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