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La polemica

Suvereto, troppi eventi in piazza: addio diritto alla quiete

Lo spettacolo con i giochi col fuoco andato in scena in piazza D’Annunzio il 23 e 24 luglio
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Lo spettacolo con i giochi col fuoco andato in scena in piazza D’Annunzio il 23 e 24 luglio

In meno di due mesi 28 eventi serali. Qui piazza D’Annunzio. È dal 2017 che lo spazio nel cuore del centro storico di Suvereto è il palcoscenico principale degli eventi estivi

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SUVERETO. Estate 2021. In meno di due mesi 28 eventi serali. Qui piazza D’Annunzio. È dal 2017 che lo spazio nel cuore del centro storico di Suvereto è il palcoscenico principale degli eventi estivi. Anche quest’anno stessi numeri. E per chi ha casa qui non è semplice conciliare privato e pubblico. C’è un equilibrio possibile con il diritto alla quiete?

A restituire la misura è Franco Di Monda che da 27 anni conosce e frequenta il borgo dove ha scelto di mettere su casa, acquistando un appartamento proprio in piazza D’Annunzio. «Ho sempre apprezzato le iniziative che l’Ente valorizzazione ha promosso negli anni e sono grato a tutti i volontari che con il loro impegno ne hanno resa possibile la realizzazione – afferma –. Negli anni passati non ho mai protestato per le manifestazioni che occasionalmente si tenevano nella piazza, ma dal 2017 la nuova amministrazione comunale ha inaugurato un copioso calendario estivo di spettacoli musicali, teatrali, cinematografici, scegliendo come unica sede piazza D’Annunzio, facendola diventare un teatro stabile a cielo aperto, con prove pomeridiane e spettacoli serali. La serenità della nostra vacanza è stata duramente compromessa, perché la conformazione della piazza crea una cassa di risonanza che amplifica i suoni all’interno delle case circostanti».

È questo il contesto da cui muove Di Monda. «Ovviamente questo disagio è stato subito anche dal resto della mia famiglia – prosegue _. L’organizzazione delle nostre giornate è stata quindi condizionata dal calendario delle manifestazioni previste. Abbiamo fatto presente in modo garbato e civile il nostro disagio più volte in questi anni, sia verbalmente che per iscritto, motivando anche dal punto di vista giuridico l’inopportunità di questa scelta. Al di là di generiche promesse, a cui abbiamo ingenuamente creduto, siamo stati ignorati. L’unica alternativa possibile è uscire di casa e aspettare la mezzanotte per rientrare. Abbiamo chiesto ripetutamente, sia verbalmente che per iscritto, che venisse individuata una sede più idonea per le manifestazioni musicali necessariamente rumorose, che ci fosse un controllo dei volumi soprattutto se non indispensabili».

La sera del 24 luglio, intorno a mezzanotte Di Monda incrocia la sindaca Jessica Pasquini, a cui non manca di sottolineare il proprio disagio. «Non c’è stata nessuna aggressione verbale, non ho insultato né minacciato, ma espresso in modo impulsivo ed emotivo una legittima rimostranza, frutto di stanchezza ed esasperazione. Il giorno successivo mi sono scusato con il sindaco via mail per le modalità ineducate e per averla importunata per strada. Ma la sostanza del mio disagio rimane». Di Monda stata rientrando da un’uscita «forzata e faticosa – dice – per sottrarmi al frastuono insopportabile del sottofondo musicale dei “giocolieri del fuoco” che si sono esibiti a pochi metri dalla mia abitazione, per la seconda serata consecutiva per un totale di quattro identiche rappresentazioni, lo stesso spettacolo con le stesse musiche roboanti proposto già negli anni precedenti». E conclude: «Il problema non sono certo le iniziative messe in campo dall’amministrazione né, tanto meno, le belle e tradizionali rievocazioni medievali, ma il rispetto del diritto alla quiete, alla serenità, al riposo all’interno della propria abitazione, stabilito per legge, che le istituzioni dovrebbero tutelare».

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