Il Tirreno

Incendi. Aumentano gli interventi l’impegno degli angeli del fuoco

Sara Chiarei
Incendi. Aumentano gli interventi l’impegno degli angeli del fuoco

Pubblica assistenza: dai 25 roghi del 2021 a più di 30 nei primi sette mesi dell’anno

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PIOMBINO. La grave siccità e le alte temperature di questa estate rappresentano una combinazione drammaticamente pericolosa per lo sviluppo di incendi. Non a caso si parla già di un’estate da record sul fronte interventi sia di spegnimento che di prevenzione. A tracciare il quadro è il responsabile Protezione civile della Pubblica assistenza di Piombino, Daniele Cerofolini.

«Come Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas) ci occupiamo praticamente di tutta la Toscana – dice Cerofolini – e quest’anno il quadro è molto complesso in virtù dei numerosi incendi divampati come quello di Massarosa dove io e la mia squadra siamo stati quattro giorni a dare una mano».

Rispetto agli anni passati la situazione, dati alla mano, è effettivamente peggiorata. «Se nel 2019 in Toscana si sono registrati 250 incendi – prosegue il responsabile Protezione civile Anpas di Piombino – lo sorso anno si è arrivati quasi a 700 episodi, numero allarmante che senza dubbio verrà superato in questo 2022. Basti pensare che la nostra associazione un anno fa aveva fatto circa 25 interventi mentre quest’anno abbiamo già superato quota trenta. E purtroppo i mesi considerati a più elevato rischio incendio sono quelli di agosto e settembre».

I consigli per scongiurare il rischio di incendio, per quanto possano apparire banali devono essere seguiti pedissequamente in quanto fondamentali, specie in una stagione siccitosa come quella che stiamo vivendo. E ovviamente è normale chiedersi se dietro un incendio ci siano responsabilità umane o solo cause naturali. «L’incendio spontaneo non esiste – precisa Cerofolini – da solo non parte mai. Occorrerebbero delle concause talmente perfette che è praticamente impossibile possa accadere». Che prosegue: «Piuttosto, può capitare che si sviluppi per motivi accidentali. Gli esempi più classici sono la macchina che si ferma vicino ad un bosco con la marmitta calda; una cicca ancora accesa gettata dal finestrino oppure allestire un barbecue all’aperto senza averne troppa cura ed esperienza. Poi ci sono situazioni in cui l’incendio è stato voluto da qualcuno, come nei casi di Massarosa e Cinigiano dove è stato necessario far evacuare la popolazione in poche ore».

Il suggerimento, specie in un momento delicato come questo, è di prestare la massima prudenza in ogni cosa che si fa e se si vive in campagna tenere pulita l’area adiacente alla propria abitazione da fogliame ed erbacce. «Siamo impegnati 24 ore su 24 – sottolinea Cerofolini – e cerchiamo di prestare il nostro servizio nel migliore dei modi, nonostante la stanchezza. Quando ci chiamano, ci attiviamo per partire verso la zona interessata dall’incendio alternandoci in turni di otto ore e collaborando sinergicamente con i vigili del fuoco. Insieme facciamo il possibile per prevenire o risolvere situazioni di criticità».

Cerofolini non ha sempre avuto un bel rapporto col fuoco, anzi ne aveva una certa paura che è riuscito a esorcizzare facendo il proprio lavoro oltretutto col pieno supporto di sua moglie Rosita, a sua volta impegnata nel medesimo servizio, anzi capo squadra di un gruppo di otto persone di cui fa parte lo stesso Cerofolini. «La presenza delle donne è indispensabile in questo tipo di attività – conclude il responsabile della Protezione civile Anpas –, perché meno impulsive di noi uomini, insieme ci compensiamo ed equilibriamo al tempo stessol


 

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