Il Tirreno

Parco archeologico; ecco le novità tra conservazione e valorizzazione

Parco archeologico; ecco le novità tra conservazione e valorizzazione

Presentati gli interventi, investiti oltre 1,5 milioni di euro di fondi europei

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PIOMBINO. C’è un valore che ben oltre quello degli investimenti realizzati. Lo si può cogliere visitando le aree della necropoli e dell’acropoli del Parco archeologico di Baratti e Populonia. È il risultato del progetto “Interventi di conservazione attiva e valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico” realizzati nel parco a partire dal finanziamento dal Fondo Europeo Por Fesr 2014-2020 di oltre 1,5 milioni di euro. Un articolato progetto di ricerca, conservazione e valorizzazione, che si è distinto per la stretta e costante collaborazione tra Parchi Val di Cornia, Soprintendenza, Comune di Piombino, in qualità di ente co-finanziatore, e l’Università degli studi di Siena.

A tratteggiare le novità è racconta Marta Coccoluto, responsabile del parco archeologico: «Solo per citare gli interventi più significativi: il restauro della Tomba dei Carri, la riqualificazione dell’ingresso principale e dei percorsi, la valorizzazione dell’acropoli, dove la ricerca non si è mai interrotta e ha portato in luce lo straordinario complesso delle terme sopra Le Logge, con il mosaico dei Neri, un sogno accarezzato nei primi anni 2000 che oggi finalmente è realizzato, restituito alla comunità scientifica e ai visitatori, grazie al prezioso lavoro portato avanti insieme alla Soprintendenza e all’Università di Siena, e raccontato con un progetto di comunicazione per adulti e bambini, che ha coinvolto anche il disegnatore satirico e autore Andrea Camerini e il team di ArcheoKids».

La cifra dei risultati? «La Regione Toscana ha individuato Piombino, con il parco archeologico di Baratti e Populonia, come uno dei grandi attrattori culturali in tema di Etruschi, insieme a Volterra e a Cortona, destinando risorse cospicue per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale conservato – dice il presidente Parchi, Luca Ardenghi –. Alla nostra società è dunque riconosciuto un ruolo strategico importante. Il progetto ha visto il co-finanziamento del Comune di Piombino e il prosieguo della fruttuosa e stretta collaborazione con la Soprintendenza, l’Università di Siena e i diversi professionisti coinvolti nella progettazione, realizzazione dei lavori e dei restauri e nella valorizzazione».

Il nuovo volto del parco è stato presentato al pubblico il pomeriggio del 29 luglio. «Le azioni previste dal progetto sono particolarmente importanti per il futuro del parco archeologico – sottolinea l’amministratore delegato Parchi, Mauro Tognoli – perché ci permettono di rinnovare l’offerta culturale e di rendere sempre più appetibile il parco come meta archeologica di primo piano su scala nazionale».

Soddisfazione viene espressa dal sindaco di Piombino Francesco Ferrari: «Ancora una volta la Parchi è ricerca, difesa del patrimonio, promozione della cultura storica e archeologica. Intorno all’archeologia e alla difesa del patrimonio archeologico si gioca, infatti, oggi più che mai la sfida della promozione culturale senza confini o barriere. Il progetto che oggi presentiamo è lo strumento più efficace per la realizzazione di tutti questi concetti». A portare i saluti del sovrintendente Valerio Tesi in occasione della presentazione è Leonardo Bochicchio, della Sovrintendenza: «La fama archeologica di Populonia la precede a livello mondiale e anche la bontà e l’efficacia del modello di gestione della società Parchi ha fatto scuola».

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