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Squaletti trovati morti all'Elba, Legambiente: «Li hanno uccisi i pescatori»
Il ritrovamento di squali e razze morti sul fondale nei punti di immersione della zona di Marciana Marina sono cominciati in seguito all’istallazione delle boe per l’attività diving finanziate dal progetto Interreg Ecostrim
MARCIANA MARINA. Il ritrovamento di squali e razze morti sul fondale nei punti di immersione della zona di Marciana Marina sono cominciati in seguito all’istallazione delle boe per l’attività diving finanziate dal progetto Interreg Ecostrim. Quelli avvistati non sono pesci morti accidentalmente perché «presentano segni lasciati dall’attività di pesca». È l’ipotesi di Legambiente Arcipelago Toscano che sostiene vi sia una “guerra” tra i pescatori e chi organizza le escursioni subacquee nella zona.
Le boe, spiega Legambiente, sono state «posizionate sui punti di immersione per permettere ai diving center di ormeggiare senza dare fondo alle ancore proteggendo in questo modo i fondali e limitando anche l’attività di pesca negli immediati dintorni». Aggiunge il Cigno Verde che questo, insieme alla scoperta di un’ordinanza relativa al relitto dei dolia (giganteschi contenitori di terracotta dell’antichità che emergono dal fondo a 64 metri di profondità, poco lontano dal porticciolo, ma sotto il fango c’è ancora lo scafo della nave lunga forse una trentina di metri con tutto il suo carico) ancora attiva che interdice tutte le attività nella zona di punta del Nasuto, potrebbe aver causato «l’avvertimento» da parte di qualche “pescatore” che «con queste azioni non fa certo del bene alla sua categoria». I gattucci (piccoli squali che possono raggiungere una lunghezza di 70-80 centimetri) sono stati trovati morti in noti punti di immersione. L’escalation osservata nell’ultimo ritrovamento, in cui i gattopardi (scyliorhinus stellaris) erano anche legati con filo da palamito, fanno ritenere a Legambiente che sia un deliberato atto di disturbo nei confronti delle attività di immersione.
Dopo i rinvenimenti sono state tantissime le reazioni indignate e sconvolte di operatori e turisti (vedi articolo sotto) che «giustamente – commenta Legambiente – non si capacitano di un comportamento così barbaro, controproducente per la categoria dei pescatori e che rispettano le regole e che sta creando disagio a chi viene all’Elba per godersi una vacanza facendo immersioni nel nostro magnifico mare».
La subacquea è una delle attività ritenuta adatta al turismo sostenibile ed è una dei motivi che attrae i turisti sull’isola e contribuisce anche alla destagionalizzazione. «Siamo certi – continuano – che questi “avvertimenti” provengono da un ridotto gruppo di persone che ancora pensa al mare come a una proprietà. Per questo considerano necessaria un’alleanza tra pescatori responsabili, diving center, associazioni ambientaliste e buona politica per proteggere il mare con l’istituzione della area marina protetta dell’Arcipelago Toscano. Questo porterebbe indiscutibili vantaggi a tutte le categorie, regolamentando l’utilizzo del mare permettendo così a tutti di poter usufruire con intelligenza delle sue risorse e di preservarle e incrementarle nel tempo».
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