Il Tirreno

Non ci sono più volontari. «A rischio i nostri servizi»

Sara Chiarei
Nella foto di Paolo Barlettani, alcuni volontari della Pubblica Assistenza di Piombino impegnati nella consegna delle mascherine casa per casa durante la prima fase della pandemia, nell’aprile 2020.
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Nella foto di Paolo Barlettani, alcuni volontari della Pubblica Assistenza di Piombino impegnati nella consegna delle mascherine casa per casa durante la prima fase della pandemia, nell’aprile 2020.

Cercasi volontari, una categoria che dopo aver conosciuto un vero e proprio boom a inizio pandemia facendo registrare numeri importanti quanto generosi ora sta riducendosi in maniera preoccupante

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PIOMBINO. Cercasi volontari, una categoria che dopo aver conosciuto un vero e proprio boom a inizio pandemia facendo registrare numeri importanti quanto generosi ora sta riducendosi in maniera preoccupante. Questo l’allarme lanciato dalla Pubblica Assistenza sia piombinese che cecinese all’inizio di un’estate che appare avara di moti solidali.

«Senza volontari, associazioni come la nostra sono in seria difficoltà – dice Anna Tempestini, presidente Pubblica Assistenza Piombino – questo non mette in discussione tanto la sopravvivenza dell’associazione quanto la risposta che possiamo dare ai cittadini».

Effettivamente sono molteplici le attività di cui si occupano associazioni di volontariato come la Pubblica Assistenza: trasporto persone anziane, bambini disabili, il servizio spesa, viaggi verso siti ospedalieri ne rappresentano solo alcune. «Da considerare anche – prosegue – che la normativa prevede la nostra presenza (ambulanza con personale formato) a eventi e manifestazioni ma non disponiamo di sufficienti forze per rispondere anche a questa necessità».

L’invito è ovviamente rivolto a tutti, giovani, cassintegrati, destinatari di reddito di cittadinanza, pensionati ancora attivi. Insomma, chiunque sia dotato di spirito solidale e di qualche ora settimanale da mettere a disposizione è ben accetto. Marco De Monaco è consigliere della Pubblica Assistenza e ha il ruolo di responsabile dei volontari: qualche anno fa ha preso la decisione di dedicare un po’del suo tempo a questa causa nonostante sia molto impegnato con la sua pizzeria e fino allo scorso anno abbia anche allenato giovani calciatori. «Il problema è che rispetto al passato sono diminuiti i ragazzi che si avvicinano al volontariato – spiega – nella prima fase del lockdown eravamo più di 60, ora circa 30-40. Ma alcuni, come me, riescono a prestare servizio solo per un giorno o due alla settimana. La pandemia ha spostato gli equilibri e diminuito le disponibilità. Capita – prosegue – di dover rispondere alle chiamate dicendo di essere sprovvisti di volontari per coprire il servizio ed è una cosa che ci rammarica molto».

Salendo a nord della provincia di Livorno, la situazione non cambia. «Per la prima volta – racconta Serena Mulaz, presidente Pubblica Assistenza di Cecina – abbiamo affidato ai nostri addetti stampa il compito di organizzare una campagna pubblicitaria volta al reclutamento di volontari. Un fenomeno che purtroppo si riscontra in tutto il mondo del volontariato e non a caso portato in riunione nella sede dell’Anpas regionale. Dopo un iniziale boom di volontari nel marzo 2020 ora la diminuzione sta diventando un problema. Per fortuna ho persone meravigliose che non hanno mai lasciato ma mancano ragazzi giovani che consentano un fisiologico turn-over. In tal senso quest’anno anticiperemo a settembre i corsi per soccorritori di livello base, avanzato e Blsd». La pubblica Assistenza cecinese è impegnata su più fronti: quello sociale, ordinario, emergenza- h24 e protezione civile.


 

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