Gioco
«La Darsena Nord è strategica». Dai sindacati chieste verifiche
Rigassificatore Le segreterie provinciali metalmeccanici e le Rsu non si schierano ma chiedono di valutare anche i riflessi sulla logistica e la produttività delle imprese
Piombino Ce ne sono per tutti. Le segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm, insieme alle proprie Rsu, lo dicono chiaro: «Tutti parlano di tutto, come fossero dei veri esperti, ma ben pochi parlano del lavoro e dei lavoratori che già oggi operano nella Darsena Nord del porto di Piombino. E questo preoccupa non poco i lavoratori e le organizzazioni sindacali». L’invito a guardare a questa realtà arriva in scia a ciò che si anima intorno al caso rigassificatore, che il governo ha deciso di installare temporaneamente nel porto di Piombino per fronteggiare l’emergenza gas e ridurre progressivamente la dipendenza delle forniture dalla Russia.
Una tirata d’orecchio al governo che «dopo anni di disinteresse verso questa città e i suoi destini, da parte di tutte le forze politiche che si sono susseguite in questi anni, improvvisamente si ricorda della nostra esistenza e soprattutto dell’esistenza del nostro porto per il posizionamento, provvisorio, di una piattaforma per la rigassificazione». Un’altra alla politica e ai comitati locali. «Abbiamo una ferma opposizione a questo progetto da parte di tutta la politica locale, con il sindaco Ferrari in testa, e dei vari comitati. Si richiamano problemi di ogni tipo, di ordine ambientale e di sicurezza. Si descrivono scenari apocalittici».
Tra i due estremi i rappresentanti sindacali invitano a «tralasciare la Pim che, stando alle notizie apparse sulla stampa, pare aver trovato un accordo con la società Snam per l’ormeggio della grande piattaforma. La Darsena Nord ospita la banchina pubblica più importante del porto di Piombino, è lunga oltre 250 metri e possiede fondali di quasi 20 metri. A essa attraccano le navi più grandi che abbiano mai fatto scalo nel porto di Piombino in tutta la sua lunga storia. Queste navi trasportano il semiprodotto per lo stabilimento Jsw, ma anche per altri destinatari». Che proseguono: «Navi enormi su cui si avvicendano tanto i lavoratori della Piombino Logistics quanto della Compagnia Portuali, con il loro indotto. E dove imprenditori hanno investito risorse importanti, per esempio Permare Srl».
Fatto il quadro lanciano una domanda: «Possibile che tutti questi siano lavoratori di serie B? ». Ma non è l’unica richiesta delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici. «Possibile che nessuno, compresa l’azienda, durante la valutazione dell’addendum all’accordo di programma, anche in ragione della grande commessa di rotaie per Rfi da 2, 4 miliardi di euro, si sia posto il problema?». E ancora: «Possibile che durante l’incontro con il presidente della Regione Toscana, nonché commissario nominato dal governo, nessuna istituzione abbia posto questa problematica nella valutazione del rigassificatore a Piombino? ».
Tra i temi da analizzare e sviscerare per il sindacato, in relazione all’installazione per due anni nel porto di Piombino della nave rigassificatore nell’area delle banchine nuove, c’è anche quello della Darsena Nord. Si pongono le questioni, chiedendo le risposte da chi è deputato a valutare la fattibilità dell’operazione. «Quale sarà il futuro di questa banchina pubblica, insostituibile infrastruttura costruita con risorse dei cittadini, con l’arrivo della piattaforma rigassificatrice?». L’invito è a valutare quale «riflesso avrà tutto ciò sulla logistica e sulla produttività delle imprese e dunque sul costo finale dei prodotti made in Piombino». E concludono: «La manifattura piombinese, già in grande difficoltà per la lunga latitanza del governo italiano, verrà definitivamente uccisa da questo progetto, innescando un dramma sociale senza precedenti? »l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
