Sicurezza
Giorgetti dritto sul rigassificatore. «Non è più tempo per dire no»
Il ministro preme, Fratoianni gli risponde: «Non bacchetti i piombinesi»
PIOMBINO. Dopo l’acciaio è la volta del gas. Il ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti sembra essersi sbloccato su Piombino. Dopo essersi pronunciato sulla questione di Jsw dopo mesi di silenzi e di attesa da parte dei sindacati piombinesi, dicendo tra le varie cose che verrà costituito un organismo di sorveglianza che vigilerà sugli impegni che gli indiani si assumeranno nel nuovo addendum all’accordo di programma, il ministro ha detto la sua sull’ipotesi di collocare il rigassificatore sul porto di Piombino. «Questo è un tempo in cui non si possono più dire i no – ha detto a margine di un convegno con i giovani imprenditori di Rapallo, in Liguria – Noi abbiamo rinunciato al nucleare, ai rigassificatori, adesso che siamo in questa situazione di pericolo anche di razionamento non si può dire no ad esempio a fare un rigassificatore temporaneo a Piombino». Insomma, il pensiero di Giorgetti è fin troppo chiaro: Piombino si sacrifichi per gli interessi nazionali legati all’energia. Parole nette che, ovviamente, hanno animato nelle orse scorse il fronte del no. Sia a livello locale, sia a livello nazionale. A rispondere a distanza al ministro è il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni: «Vedo che il ministro Giorgetti bacchetta chi è preoccupato o è contrario alla nave rigassificatrice a Piombino – dice Fratoianni – E pensare che i piombinesi stanno ancora aspettando di sapere che sta facendo il ministro per il futuro delle acciaierie, anche se poi alla fine lo hanno capito benissimo». Chi si attesta su una posizione più moderata è invece l’assessore all’economia della Regione Toscana, Leonardo Marras che, in una nota, chiarisce quello che pensa sulla questione dell’impianto di rigassificazione. «In questo momento nessuno può dire no al rigassificatore di Piombino e faremo la nostra parte offrendo il massimo delle salvaguardie sotto il profilo degli effetti ambientali». Così spiega l'assessore: «C'è da chiedersi semmai – sottolinea in una nota – se Piombino possa essere considerata solo un accosto della nave per il periodo necessario alla rigassificazione in porto. Perché non dimentichiamo che gli obiettivi di reindustrializzazione non sono stati colti». Per questo, aggiunge l'assessore, «chiediamo con forza al Governo di impegnarsi per una politica industriale a partire dal rilancio effettivo della siderurgia. Inoltre, in tema di logistica c'è un porto da completare. Vogliamo che nasca la più importante hidrogen valley tutta 'green' della Toscana, capace di giocare un vantaggio competitivo sul piano energetico, e ci aspettiamo che con l'approvazione della Zls (zona logistica semplificata) ci siano i giusti incentivi per attrarre nuovi insediamenti produttivi". In merito alle proteste nate sul territorio piombinese, per Marras «ci sono legittime preoccupazioni, ma si annidano anche posizioni che negano un futuro industriale possibile, rincorrendo soluzioni di conversione solo utopistiche».
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