Gioco
Oleoturismo. Nuova opportunità per qualificare il nostro territorio
Coldiretti: «Così viene assicurata pari dignità tra cantine e frantoi»
CAMPIGLIA. L’approccio mutua quello dell’enoturismo e promette di intercettare nuovi turisti, dalla costa fino all’entroterra con le sue colline. Frantoi e uliveti aperti al pubblico e agli eventi così come già avviene per cantine e vigneti ma anche agriturismi più competitivi sul mercato nazionale. Con l’approvazione della legge sull’oleoturismo e sull’ospitalità agrituristica da parte del consiglio regionale il turismo rurale fa un altro passo verso una proposta più multifunzionale e completa.
«Con questa legge la Toscana abbraccia le nuove opportunità dell’oleoturismo, potenzia la sua offerta turistico ricreativa e assicura pari dignità tra cantine e frantoi facendoli diventare luoghi di cultura, conoscenza ed esperienza, ma anche di educazione al turista e presidio del territorio». È quanto afferma Simone Ferri Graziani, presidente Coldiretti Livorno. Che prosegue: «Siamo molto soddisfatti che la seconda commissioni abbia analizzato e compreso le osservazioni che abbiamo presentato che sono il frutto del confronto con le aziende – spiega il presidente Coldiretti Livorno – . Le modifiche apportate alla legge regionale 30 del 2003 sono significative. Tra le più importanti ci sono sicuramente la possibilità di effettuare alcune tipologie di trasferimenti di volumetrie all’interno del medesimo territorio comunale o della proprietà aziendale la cui superficie sia senza soluzione di continuità e ricada parzialmente in territori di comuni confinanti così come l’aggiunta, su richiesta del cliente, di un secondo letto supplementare per i figli minori di 12 anni all’interno delle strutture, fermo restando il rispetto dei requisiti igienico-sanitari».
La legge consente ora alle aziende agrituristiche di organizzare eventi promozionali anche all’esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell’azienda.
Per Coldiretti Livorno si tratta «di una grande opportunità per un territorio che può vantare 22 prodotti tipici tradizionali – conclude Ferri Graziani –. Nella nostra provincia ogni azienda, piccola o grande che sia, produce extravergine di qualità. Appartiene alla storia del nostro territorio – conclude Ferri Graziani –. Il turismo enogastronomico è la principale motivazione di viaggio e questo la dice lunga sull’importanza di diversificare e adeguare l’accoglienza rurale alle nuove frontiere del turismo nell’era post Covid».
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