Il Tirreno

Giani in consiglio comunale

Manolo Morandini
Giani in consiglio comunale

Caso rigassificatore, il presidente della Regione assicura: «Ci incontreremo con tutti» Impegno confermato a due giorni dalle proteste di sindaci e comitati in piazza Bovio

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PIOMBINO. «Approfondiremo e ci incontreremo con tutti». Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani prova a buttare acqua sul fuoco delle contestazioni che il 18 giugno hanno portato in piazza Bovio circa 2mila persone e un centinaio di barche nel tratto di mare sottostante. Sono i numeri della protesta contro il progetto rigassificatore a Piombino, portato avanti dal governo e affidato a Snam, per il quale il presidente del Consiglio Draghi ha nominato Giani commissario straordinario. E garantisce che arriverà anche il momento di arrivare in città: «Avremo anche un incontro in consiglio comunale a Piombino». La data ancora non c’è e molto dipenderà dai tempi dell’istruttoria necessaria all’autorizzazione dell’impianto, che dovrebbe concludersi nell’arco di quattro mesi.

Un impegno, senza prestare il fianco o buttarsi nell’agone per replicare alle voci di protesta. Del resto, il presidente della Regione lo aveva assicurato. «Voglio che con i sindaci e i rappresentanti del territorio ci sia un costante contatto» sul tema. Lo ha detto in occasione dell’incontro il 17 giugno con i sindaci di Piombino, dei comuni della Val di Cornia e di Follonica, i tecnici di Snam e i rappresentanti dell’Autorità portuale del mar Tirreno settentrionale. E tra l’altro è tornato sulla volontà di presentare al governo un memorandum con azioni urgenti per Piombino, dalle bonifiche alle infrastrutture, e il rilancio delle acciaierie Jsw. E in scia ha anche immaginato un distretto di energie rinnovabili con idrogeno, eolico, fotovoltaico «perché l’area oggi occupata dalle acciaierie è di 900 ettari, per la prospettiva di un forno elettrico in realtà bastano 150 ettari. In questo senso l’altro territorio può essere recuperato e indirizzato verso il distretto delle rinnovabili».

In che termini ci sia spazio a compensazioni e a una rinnovata attenzione a Piombino resta da capire. Che da Roma ci sia una disponibilità lo ha confermato il ministro della Transizione ecologica Cingolani. E per Giani ci sono sia lo spazio che tutte le ragioni: «Dal governo vorrei andare potendo prospettare da un lato il rigassificatore per come si propone, e dall’altro portare anche l’impegno che venga attuato nei prossimi anni l’interesse di un territorio che va ad avere questo gravame».

La prospettiva è che la nave rigassificatrice possa essere operativa a maggio 2023. Ma con un punto fermo, già noto allo stato dell’arte. «Ci facciamo carico degli interessi del Paese ad avere una minor dipendenza dal gas russo – ha sottolineato Giani – con la nave comprata dallo Stato italiano e posizionata nel porto di Piombino, ma da non rendere l’operazione strutturale con una piattaforma offshore a due o tre chilometri dal golfo di Follonica. Siamo pronti per assolvere alla nostra parte, ma di piattaforme offshore ne abbiamo già una in Toscana e quindi non c’è bisogno di una seconda».l




 

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