Sicurezza
Sassetta, avanti a piccoli passi
Insediamento del consiglio comunale e giuramento di Guarguaglini il 27 giugno: «Il paese è bello com’è, accogliente e ospitale, non c’è da fare nessuna rivoluzione»
SASSETTA. Migliorare quello che c’è, perfezionare i lavori in corso, abbellire, pubblicizzare il paese: ecco il manifesto del neo-sindaco Alessandro Guarguaglini che il 27 giugno presiederà il primo consiglio comunale del dopo-Scalzini. Dice: «Sassetta è bella com’è, accogliente, ospitale, le terme sono un fiore all’occhiello: non c’è da fare nessuna rivoluzione».
Guaguaglini ha lavorato molti anni in municipio, responsabile dell’ufficio Tecnico: da sindaco la sua prima visita è stata ai suoi ex colleghi e nuovi impiegati arrivati dopo la sua uscita. Per un fermo immagine dello stato dei lavori: pratiche, bandi, finanziamenti. Lo sapeva già, in comune ne ha avuto conferma: che per il legislatore Sassetta è uguale a Roma, le norme non tengono conto delle diversità territoriali: «Qui c’è necessità di due assunzioni: un operaio e uno in ufficio, ma ci sono i tetti uguali per tutti. Così potrò fare un’assunzione, non di più, e risolvo solo mezzo problema».
Nel programma elettorale del neo-sindaco due progetti attirano l’attenzione: la volontà di mettere al vento sassetano la Bandiera Gialla e quella Arancione. L’idea complessiva contiene un visibilio di piccoli e grandi interventi, quando saranno attuati buona parte del manifesto sarà realizzato.
Conquistare la Bandiera Gialla vuol dire incrementare l’attrazione di Sassetta per chi ama la bicicletta: «Si tratta di intervenire sui percorsi – spiega Guarguaglini –, su strade anche campestri adatte pure al trekking e ai cavalli e provvedere alla segnaletica, stabilire regole da rispettare, limiti di velocità, eccetera e comunicare il tutto. Qui è inutile pensare a piste ciclabili riservate, il territorio non lo consente, dobbiamo far convivere la bicicletta e l’automobile. Poi la Bandiera Gialla arriverà di conseguenza».
La Bandiera Arancione è assegnata dal Touring Club Italiano ai piccoli comuni dell’entroterra: è l’equivalente della Bandiera Blu per i paesi sul mare. Conquistarla vuol dire fare interventi importanti sul territorio: «Nessuna rivoluzione, sia chiaro – ribadisce –, ma faremo delle azioni per migliorare la raccolta rifiuti nel centro storico e zone limitrofe, sarà un’operazione graduale in modo che i cittadini si abituino poco a poco. Togliere i cassonetti vuol dire migliorare l’aspetto del paese, eliminare abbandoni di rifiuti e cattivi odori».
L’accoglienza non è solo gentilezza e parole garbate, i servizi che funzionano bene ne sono l’indispensabile corollario. «Appunto, perciò dovremo sistemare la raccolta degli ingombranti – aggiunge il sindaco – con la creazione di un centro di raccolta con custode, come c’è in quasi tutti i comuni mantenendo l’attuale servizio gratuito a domicilio e con la possibilità di premiare i cittadini virtuosi. Vedremo, il nostro progetto va concordato con Ato Toscana Sud, l’ente che coordina la raccolta rifiuti in tre province: Siena, Grosseto e parte di Livorno».
Sindaco, sta dicendo che non sarà un percorso facile? «No, dico che il comune decide fino ad un certo punto. Guardi con la Tari, l’aumento di 7-8 euro l’anno formalmente l’ha deciso l’amministrazione uscente, di fatto è causato da maggiori costi dell’Ato».
Una curiosità: questa intervista si è svolta nella sala-giunta del Comune di Monteverdi, dove Alessandro Guarguaglini dà una mano all’ufficio Tecnico. In vista collaborazioni istituzionali? «Tra piccoli comuni vicini bisogna parlarsi di più. Per stabilire convenzioni, più che funzioni associate». Già assegnati incarichi di giunta e deleghe? «Prima del voto, a tutti i candidati consiglieri abbiamo dato un settore di cui occuparsi. Io terrò l’urbanistica. Ora attendo risposte e dico che anche chi non è stato eletto della nostra lista, se vorrà, potrà lavorare per il comune…chiedo a tutti di starmi attorno».
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