Il Tirreno

LA PROTESTA

Piombino, duemila in piazza contro il rigassificatore

Piombino, duemila in piazza contro il rigassificatore

Manifestazione anche in mare per ribadire il no al progetto. Presenti anche i sindaci della Val di Cornia

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Piombino. L'appuntamento era per le 10, ma chi dice no al rigassificatore era in strada già nelle prime ore della mattina di oggi (sabato 18 giugno). Almeno duemila persone hanno aderito alla manifestazione contro il progetto di governo e Snam promossa dal comitato "Gazebo 8 giugno contro il rigassificatore", capofila della protesta. Una doppia contestazione: chi partecipa all'iniziativa "terrestre" si è radunato sul selciato di piazza Bovio; chi è arrivato in barca, circa un centinaio nello specchio acqueo sotto la Rocchetta.

L’ipotesi di collocare un terminal gas su una banchina della nuova area portuale di Piombino, in città non sembra piacere a tanti. Né ai sindaci, né ai partiti politici che, con sfumature e tempi diversi, hanno preso le distanze dal progetto in rampa di lancio, né a molti cittadini. Così nella città della siderurgia in crisi da anni, dove una volta riempivano le piazze gli operai, stavolta ci si è organizzati per dire no al governo che vuole portare in città il rigassificatore considerato strategico per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.

Da giorni per la città passava una macchina degli organizzatori con tanto di altoparlante per invitare i piombinesi a partecipare. Le basi della protesta sono state poste martedì scorso in un'assemblea a cui hanno partecipato diversi membri storici dei comitati che in questi anni si sono attivati su temi caldi come la discarica, la sanità e la siderurgia.

Presenti anche i sindaci della Val di Cornia reduci dalla giornata di ieri trascorsa nelle stanze della Regione Toscana. Tra questi c’è il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, già da giorni in linea con la posizione dei comitati cittadini. «Un rigassificatore nel nostro porto rappresenta un pericolo per la sicurezza nonché un danno economico, sociale, ambientale e turistico per una città che sta con fatica cercando di rialzarsi da una crisi attraverso la diversificazione. Una città che è già stata penalizzata a sufficienza».

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