Il Tirreno

Assemblea pubblica compatta.Tra rischi e cautela per dire no

Sara Chiarei
Assemblea pubblica compatta.Tra rischi e cautela per dire no

Al Centro giovani cittadini, istituzioni, partiti, associazioni e sindacati

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PIOMBINO. Se alla prima assemblea pubblica convocata dall’amministrazione comunale sull’ipotesi rigassificatore la posizione della comunità era già schierata sul fronte del no, ora che se ne parla più concretamente ciò che traspare è la rabbia. Sentimento descritto bene da Alessandro Dervishi dell’associazione “La Piazza” per introdurre l’assemblea che ieri al Centro giovani ha chiamato a raccolta molti cittadini, istituzioni, partiti politici, associazioni e sindacati per una volta uniti sotto un’unica bandiera, quella dell’appartenenza ad un territorio che si intende tutelare sotto ogni aspetto: salute, ambiente, occupazione.

Sì, perché le possibili ripercussioni nel collocare una nave contenente gas liquido compresso 600 volte e portato a temperature intorno a -162° sono ovviamente legate alla flora e fauna sottomarina ma si pensa anche alle aziende di itticoltura che potrebbero subire gravi danni da questo impianto, oltre che all’impatto turistico. Ma a spaventare più di ogni altra cosa sono le conseguenze in termini di sicurezza e salute pubblica. «Sono stati realizzati vari studi sui rigassificatori, persino tesi di laurea – ha esordito Sergio Tognarelli, presidente comitato “liberi insieme per la salute” – e per quanto emerga che i rischi siano limitati (si nega, ad esempio, la possibilità di una sua esplosione) è altrettanto vero che quelli potenzialmente concretizzabili sono assai pericolosi. Giusto la scorsa settimana in Texas si è verificato un incendio dovuto ad una fuga di gas». Senza considerare le conseguenze per l’acqua marina che viene raffreddata e clorata. Tra gli altri organizzatori dell’incontro Ugo Preziosi, anche lui de “La Piazza” che ricordando come il rigassificatore sia soltanto la punta dell’iceberg di una serie di criticità tra cui la sanità, le bonifiche del SIN e i rifiuti, ha dato appuntamento alla grande manifestazione congiunta che si terrà sabato 18 giugno alle 10 in piazza Bovio. Intervenute anche Roberta Degani e Ivana Guarguaglini del comitato salute pubblica. «Vale la pena ricordare – ha detto Guarguaglini – che sia la legge nazionale 105 del 2015 che il Consiglio di Stato classificano i rigassificatori come impianti ad alto rischio. È chiaro che occorre adottare tutte le cautele possibili». La madre di tutti i problemi è rappresentata dal fatto che quello posizionato sul porto di Piombino sarebbe un impianto a terra, ben diverso da quello labronico ubicato a 12 miglia dalla costa (24 chilometri) , una piattaforma off-shore esattamente come quella di Panigaglia, nei pressi di Porto Venere. La fascia di attenzione e di pericolosità di quello piombinese coinvolgerebbe in pratica l’intera città. Altro punto su cui tutti concordano è il no a compensazioni su cui Piombino non intende scendere a compromessi. Il sindaco Francesco Ferrari ha annunciato di aver ricevuto dal presidente Giani, analogamente agli altri sindaci della Val di Cornia e Follonica e ai capigruppo del consiglio comunale piombinese, una convocazione per venerdì 17 giugno a Firenze. «Un segnale amaro che lascia intravedere oscuri presagi», ai quali però né lui né il resto della città intendono piegarsi. «I nostri tecnici – ha detto – stanno valutando ogni provvedimento e se sarà possibile, l’amministrazione procederà ad impugnarli».l
 

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