Attenzione
Gas, il governo corre
Ieri l’incontro Snam-Giani: l’avvio dell’iter atteso a giorni. La Golar Tundra andrà in banchina, ma la città si mobilita
PIOMBINO. La politica discute, i comitati preparano la mobilitazione. Ma il governo, intanto, corre. Tanto che già nei prossimi giorni Snam dovrebbe presentare l’istanza per avviare l’iter autorizzativo per la collocazione della nave rigassificatore in una delle banchine della nuova area portuale. L’orizzonte temporale è quello già indicato dal governo: avere il primo dei due nuovi impianti di rigassificazione operativi nella primavera del 2023. E Piombino, secondo quanto si apprende, è destinato ad arrivare prima di Ravenna in una partita che si gioca su due corsie parallele.
Ieri mattina a Firenze una delegazione di tecnici di Snam, la società incaricata di acquistare e collocare sul territorio due navi Fsru (unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione), ha incontrato il presidente della Regione Eugenio Giani, da pochi giorni nominato commissario dal presidente del consiglio Mario Draghi. Si è trattato di un incontro preliminare rispetto alla presentazione dell’istanza da parte di Snam che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni assieme alla firma del decreto da parte del governo. Un iter che avrà dei tempi accelerati come previsto in regime di emergenza: le autorizzazioni saranno rilasciate in 120 giorni dalla presentazione dell’istanza. Insomma, il treno è in corsa. E viaggia a grande velocità, sebbene la città sia ancora a corto di informazioni e dettagli progettuali che, secondo quanto si apprende, si conosceranno al momento della presentazione dell’istanza. Secondo le indiscrezioni che circolano sarà proprio la Golar Tundra, la prima nave acquistata da Snam per un corrispettivo di 350 milioni di dollari (circa 330 milioni di euro), ad arrivare a Piombino. Così come trova conferma la doppia articolazione del progetto di Snam: in una prima fase la nave sarà attraccata in banchina, per poi essere trasferita dopo un periodo tra i due ai tre anni, in rada, una volta ultimata la realizzazione della condotta sottomarina. La scelta del governo su Piombino, secondo quanto trapela, sarebbe legata alla disponibilità degli spazi, alla collocazione geografica (nel sud Italia sarà potenziato l’approvvigionamento di gas da tubo, per questo la società guarda al centro nord per collocare i due rigassificatori) e ai tempi relativamente brevi per arrivare all’attivazione del terminal gas. L’obiettivo è quello di ultimare la tubazione nei 6-7 chilometri dalla nuova area portuale al punto di allaccio della rete nazionale in tempi rapidi, per avere un terminal gas operativo nella primavera del 2023. Quello che però, necessariamente, dovrà essere chiarito è l’impatto che la nave rigassificatrice avrà sul porto e sulla città, dovrà essere definita la fascia di rispetto del nuovo impianto, con autorizzazioni che dovranno garantire al tempo stesso la sicurezza, la tutela dell’ambiente e scongiurare il rischio di interferenze che finirebbero per congelare le attività già presenti sul porto. È su questo che la città si sta già mobilitando e promette battaglia. Il confronto, ad oggi, non c’è stato. E appare sempre più urgente.
Il commissario Giani ha già spiegato più volte di voler dialogare con tutti e ha posto come priorità la presentazione di un memorandum con all’interno tutto ciò che la città può chiedere e ottenere sfruttando l’ «occasione» – così ha detto il presidente – del rigassificatore. Ma ad oggi, a Piombino, quella che Giani chiama occasione viene vissuta come una fregatura o comunque un’imposizione. Il fronte del no tra le forze politiche si sta organizzando, il sindaco Ferrari è in campo da giorni anche se, al momento, agli interventi della politica non hanno fatto seguito atti pubblici e una discussione in consiglio comunale. Oggi alle 17 i comitati cittadini hanno indetto un’assemblea pubblica al Centro Giovani in vista del corteo di venerdì prossimo. Insomma il tempo stringe. Sia per la protesta, sia per il dialogo. l
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