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Gas a Piombino, prende forma il fronte del no: la mozione Baldassarri anima il Pd

Luca Centini
la nave rigassificatore al largo di Livorno
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la nave rigassificatore al largo di Livorno

Il segretario dell’Unione comunale convoca la direzione del partito

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PIOMBINO. La nomina di Eugenio Giani a commissario ha agitato il dibattito sul rigassificatore. La scelta del governo di andare avanti su Piombino (oltre che su Ravenna) per collocare una delle due navi rigassificatore acquistate da Snam, è certa. Eppure è proprio adesso che la discussione politica entra nel vivo.

Il fronte del no

Nel giro di poche ore i tecnici di Snam illustreranno a Giani i dettagli del progetto alla luce dei rilievi svolti in questi mesi sul nuovo porto e nelle aree retroportuali. Intanto in città si sta formando un vasto fronte del no, con posizioni e sfumature diversificate. Il sindaco Ferrari si è schierato per il no ed è intervenuto durante la manifestazione indetta dai comitati mercoledì scorso. Una posizione che, tuttavia, non si è al momento concretizzata in atti pubblici e non è passata da una discussione in consiglio comunale. Stessa cosa per gli interventi che in queste ore si stanno succedendo tra i partiti.

Le anime del Pd

Sul fronte Pd la novità è rappresentata dal segretario dell’Unione comunale Andrea Baldassarri che ha fatto sapere di aver convocato per mercoledì 15 la direzione dell'Unione Comunale del Partito Democratico, «alla quale chiederò di votare una mozione che esprima un chiaro no al rigassificatore – ha detto Baldassarri – ciò a conclusione di un percorso che mi ha portato, nelle scorse settimane, a spiegare le ragioni della mia contrarietà nei circoli del partito». Baldassarri, infatti, già nelle scorse settimane aveva espresso la netta contrarietà all’ipotesi del rigassificatore a Piombino, scelta del governo sostenuto anche dal Pd e che dovrà essere pilotata dal commissario Eugenio Giani che presiede la Regione di centrosinistra. E se nelle ore scorse la posizione di Gianni Anselmi ha fatto rumore, apertamente critico per l’approccio utilizzato dal governo, anche il segretario della Federazione Val di Cornia Elba Simone De Rosas, parla di «cambiamento della fase» e critica soprattutto le modalità di gestione della partita rigassificatore da parte del ministro Cingolani che – ricorda De Rosas – è in quota Cinque Stelle. «Concordo con Cna e con Anselmi che a queste condizioni sia perfino offensivo discuterne – ha commentato De Rosas – Il Pd aveva assunto da subito un posizione seria, di governo, (anche se non va molto di moda in questo periodo) e chiesto, ormai mesi fa, che il Governo aprisse un tavolo di concertazione con la città e con la Regione. Non solo per rassicurare i cittadini, che pure è importante, ma per includere quella eventualità dentro un progetto di rigenerazione complessiva di un territorio che ne ha bisogno e per costruire quel che verrà dopo. Ha fatto bene ieri il presidente Giani a stilare un elenco di questioni aperte di cui il governo deve occuparsi, a prescindere dal rigassificatore».

I Cinque Stelle

Insomma, se nel Pd c’è chi dice no al rigassificatore e chi dice no a come la partita sul rigassificatore è stata giocata, nel Movimento 5 Stelle di Piombino la posizione è netta, nonostante il ministro Cingolani sia un esponente del governo sostenuto dagli stessi pentastellati. «Apprendiamo con estremo disappunto della nomina del presidente della Regione Toscana a commissario per il rigassificatore di Piombino. Pochi giorni fa abbiamo avuto modo di manifestare la nostra contrarietà a questo progetto direttamente al ministro Cingolani, ritenendo doveroso, in quanto forza politica di governo, tentare la strada del dialogo con le istituzioni, ma già in quella sede ci era parso di capire che il margine di ripensamento fosse esiguo. Con questa nomina tuttavia il governo certifica apertamente che il porto di Piombino è la destinazione definitiva della seconda nave rigassificatrice, rendendoci estremamente difficile percorrere la strada della conciliazione».

«Ci teniamo quindi a ribadire – aggiungono – che tenteremo ogni strada utile per impedire che questo progetto arrivi a compimento, come ci teniamo a spiegare le ragioni del nostro no». Tra queste ragioni ci sono i rischi per la sicurezza, il rischio di paralizzare le attività del porto e l’impatto ambientale che il rigassificatore avrebbe, con i rischi per l’itticoltura.
 

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