Gioco
“Ospiti” per caso a Perelli attirano tanti appassionati
Dal piro piro fulvo all’averla bruna, il censimento di volatili straordinari Stefano Benucci: «Area naturale importante, qui sempre più birdwatcher»
PERELLI. Piro piro fulvo dal Canada a Perelli Bassi. L’averla bruna planata addirittura dall’Asia orientale. Sarà che sbagliano rotta. O il vento li spinge dove non dovrebbero.
Ecco che la segnalazione degli “uccelli accidentali” (volatili le cui apparizioni in certi posti sono considerate rare) , grazie agli avvistamenti degli appassionati di birdwatching, è d’aiuto agli studiosi che stanno elaborando teorie per spiegarne il perché. E la riserva naturale regionale Padule Orti Bottagone ha molto da dire pure a questo proposito come conferma Stefano Benucci, ornitologo naturalista, volontario Wwf della prima ora, membro attivo del Centro ornitologico toscano: «Nell’Oasi, preziosa area naturale di poco più di 100 ettari, sono state censite ad oggi ben 235 specie, numero enorme per un’area così piccola e con caratteristiche ambientali abbastanza omogenee. Anche nel caso della palude – dice – ci sono specie piuttosto comuni che è normale aspettarsi di incontrare ad ogni visita e in ogni periodo dell’anno come l’airone cenerino, la tortora dal collare o l’usignolo di fiume; specie comuni solo nel periodo invernale come il cormorano o l’alzavola o che arrivano in primavera-estate come il cavaliere d’Italia, l’usignolo o la rondine».
«Ci sono specie che è possibile osservare con regolarità solo durante i “passi” durante il periodo primaverile ed autunnale come il combattente, lo stiaccino, il luì grosso. Quelle rare che capita di vedere ogni tanto, quando si è fortunati: la cicogna nera, lo svasso collorosso, l’albanella pallida, il gambecchio frullino. Specie rare ma non rarissime – aggiunge Benucci – che fanno parte della fauna italiana, ma scarse ed anche per chi si dedica al birdwatching l’osservazione è occasionale e gratificante».
Dunque specie accidentali, che capitano pure qui in maniera imprevedibile. «Anche l’Oasi Wwf Orti-Bottagone ne ha diverse nella propria check list per la gioia dei birdwatchers che spesso sono venuti da tutta Italia per poterli osservare. Ulteriore elemento che – afferma l’ornitologo Benucci – sottolinea l’importanza di questa area naturale sia sotto il profilo della conservazione ambientale sia per le potenzialità di attrazione di flussi di turismo specializzato. Si parte con corriere di Leschenault (Charadrius leschenaultii) un piccolo limicolo simile ad un fratino ma un po’più grande e con una pettorina arancione nel periodo riproduttivo. Proviene dall’Asia. Osservato nella palude degli Orti il 24. 07. 2002. Segnalato in Italia meno di dieci volte. Poi – spiega – il piro piro fulvo (Calidris subruficollis) limicolo simile ad un piccolo combattente, che proviene dal Nord America. Osservato nell’area più orientale dell’Oasi, la palude dei Perelli bassi, dal 16 al 25 settembre 2017, in Italia 20 volte».
«Il piovanello pettorale (Calidris melanotos) limicolo di piccole dimensioni assimilabile ad un piovanello comune. Si riconosce soprattutto per la evidente pettorina e le zampe gialle. Osservato nell’Oasi Wwf ben due volte a distanza di dieci anni: la prima dal 24 al 26 settembre 2003 e la seconda dal 19 al 22 agosto 2013. Questa specie – dice ancora Benucci – proviene dal Nord America e si può definire il “più comune” o il “meno raro” degli uccelli d’oltreoceano fra quelli che capitano accidentalmente in Europa. Negli ultimi anni il numero degli avvistamenti si è intensificato forse anche grazie alla maggiore attività di monitoraggio. Per l’Italia il nostro avvistamento del 2003 è stato il diciassettesimo ma ad oggi siamo vicini ad un centinaio di casi documentati».
«Limnodromo pettorossiccio (Limnodromus scolpaceus) per dimensioni e forma, soprattutto per la notevole lunghezza del becco ricorda un beccaccino. Proviene dal continente americano ed è stato segnalato in Italia meno di dieci volte. L’oasi Wwf vanta una presenza dal 9 all’11 agosto 2002. Averla bruna (Lanius cristatus) – sottolinea Benucci – passeriforme dalla famiglia delle averle del tutto simile alla nostra averla piccola da cui è riconoscibile per piccoli dettagli: coda rossastra, mascherina più decisa che nella femmina di averla piccola, testa massiccia. Vive in Cina e Giappone e aree adiacenti e migra in India e Indocina. In Europa è piuttosto rara. Per l’Italia si hanno tre sole segnalazioni di cui l’ultima nell’Oasi Wwf degli Orti Bottagone lo scorso primo aprile. Lo stesso individuo è stato continuamente rivisto fino ad oggi. La sorprendente comparsa di questi piccoli uccelli arrivati chissà come nella nostra oasi è sempre motivo di interesse e di grande soddisfazione ed è spesso in grado di scatenare altri e più imponenti movimenti “migratori”; infatti alcune di queste rarità, in particolare quelle che hanno sostato più giorni, hanno attirato un vero e proprio flusso di decine se non di centinaia di osservatori da tutta Italia come nel caso del piro piro fulvo del 2017. Insomma una presenza particolarmente apprezzata ed in grado di offrire un ulteriore elemento di valorizzazione del nostro territorio e delle sue risorse naturali».
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