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Montauti scioglie la riserva: «Porto avanti questa sfida»

Davide Montauti, sindaco uscente di Campo ha deciso di ricandidarsi

Il sindaco uscente conferma la ricandidatura alle elezioni del prossimo 12 giugno. «In campo con una lista civica pura: nessun partito potrà metterci il cappello» 


11 maggio 2022


CAMPO NELL'ELBA. A quattro giorni dal termine ultimo per presentare le liste, Davide Montauti scioglie la riserva. Ieri ha annunciato la candidatura alle prossime elezioni per il secondo mandato amministrativo. «Ho deciso di farlo per consolidare il percorso cominciato cinque anni fa – spiega –. Amministrare un piccolo Comune è una sfida quotidiana. Sono convinto che un altro mandato possa permettere a me e alla mia squadra di consolidare gli obiettivi già raggiunti e lavorare per concretizzare altri progetti».

Montauti si presenterà con una lista civica pura. «Nessun partito potrà metterci la bandiera», assicura. La squadra è quasi pronta, c’è un solo tassello da mettere a dama per un gruppo che «ha l’obiettivo di gettare le basi per costruire un futuro sostenibile per le nuove generazioni. Ci lasciamo alle spalle una pandemia che ha segnato le nostre vite. Oggi dobbiamo confrontarci con le immagini atroci della guerra. Ci saranno conseguenze per tutti. A noi spetta il compito di individuare le strategie migliori per costruire un futuro sostenibile che garantisca salute, formazione, sicurezza, giustizia sociale e benessere».

La convinzione è che l’esperienza maturata durante i periodi più duri dell’emergenza Covid possa essere un valore aggiunto per l’azione amministrativa futura. «È stato un dramma che ci ha portato ad affrontare questioni che neanche immaginavamo – sottolinea Montauti –. Ricordo la prima distribuzione, casa per casa, delle mascherine. Io stesso bussavo alle porte. Ricordo la sorpresa dei campesi per l’aiuto ricevuto in un momento in cui c’era incertezza e paura». «Una situazione difficile a cui abbiamo retto anche dal punto di vista economico – aggiunge Chiara Paolini, assessore al turismo che si prepara ad affrontare una nuova campagna elettorale –. Abbiamo messo in campo aiuti economici e sconti Tari che, per quanto possibile, hanno dato la possibilità agli operatori locali di affrontare due stagioni turistiche che poi si sono rilevate record. Decisivo è stato poi il ruolo delle associazioni: la loro mobilitazione è la dimostrazione di una comunità unita».

Unità che Montauti vuole resti la sua bandiera: «Ci mettiamo a servizio della Comunità e stiamo lavorando affinché il nostro sia un percorso condiviso e partecipato. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere nel progetto tutti i cittadini che hanno voglia dare il loro contributo per Campo, per le sue frazioni, per l’Elba». Questo perché la collaborazione sarà decisiva per affrontare le sfide future e «fare progetti che intercettino le finalità e i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Solo così potremo valorizzare il nostro prezioso patrimonio di natura, storia e cultura e offrire ai nostri giovani opportunità di crescita, formazione e lavoro».

Un’amministrazione uscente che si ricandida non deve solo guardare al futuro, ma rispondere anche delle scelte fatte in passato. Come ad esempio per il porto. «L’assegnazione ai privati era l’unica soluzione per mettere fine a quello che nel corso degli anni era diventato un far west – sottolinea Montauti – Inoltre a vincere la gara è stata una società elbana che ha anche trasferito qui la sede sociale. Passare da una situazione in cui non vi è nessuna regola a una in cui l’uso è disciplinato, può spiazzare. Tuttavia questa è la modo migliore perché anche il nostro diventi un vero porto turistico: garantisca un ritorno economico all’indotto, valorizzi gli investimenti che abbiamo sbloccato in questo quinquennio e non sia solo un costo per il Comune».

«Pianosa, ad esempio, porta nelle casse comunali 250mila euro l’anno – prosegue –. Vogliamo continuare l’impegno per rilanciarla, soprattutto in chiave agricola, anche grazie al rapporto solido costruito con Parco e Regione. Con questi due enti non c’è più un braccio di ferro, ma un rapporto di fiducia che può dare risultati non solo per l’isola piatta. Prendiamo ad esempio il caso di Capo Poro: lì abbiamo peccato di scarsa collaborazione e coordinamento non solo politico ma anche tra i rispettivi uffici»

Quando parli di Campo, infine, non si può non discutere di aeroporto. «La linea è sempre la stessa: valorizzare l’esistente e svilupparlo rispettando le regole, l’ambiente e le necessità della comunità – conclude –. C’è chi ha detto che volevamo farlo chiudere, in realtà ci siamo impegnati per farlo lavorare come per l’attivazione dei voli su Bologna e per la continuità territoriale»

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