Sicurezza
Il Comune restaura l’antica lapide del Verrazzano
Il Comitato soddisfatto per l’affidamento dell’incarico. Il marmo si staccò dalla cisterna davanti al Palazzo pretorio
CAMPIGLIA. «Il Comitato per Campiglia è ben contento della notizia dell'affidamento dell'incarico di restauro della lapide del Verrazzano, da parte del Comune. Ci auguriamo che venga fatto un intervento corretto».
Lo riferisce in una nota il presidente Alberto Primi, ricordando l’impegno del Comitato in questa vicenda, cominciata nove anni fa. La lapide è del 1503, tra le più antiche di Campiglia. Si staccò dalla cisterna di fronte a Palazzo pretorio, rompendosi in più parti. Furono alcuni soci del Comitato ad accorgersi dell’accaduto. Recuperarono i frammenti e avvertirono l’amministrazione comunale, per poi consegnare il materiale agli operai del Comune. Il Comitato inviò poi alla Soprintendenza la richiesta di restauro. «I frammenti, consegnati al Comune, sono rimasti nel cassetto a prendere polvere malgrado una dozzina di solleciti del Comitato – ricorda Primi -. Finalmente l'assessore Gianluca Camerini, che ringraziamo, sta concludendo positivamente la vicenda». Passarono anni senza che si sapesse nulla. Anche l’amministrazione sollecitò la Soprintendenza. Poi l’interessamento dell’assessore e storico Camerini appena insediato. Di recente è stato assegnato l’incarico per il restauro della lapide, e delle ottocentesche tabelle con il raffronto tra gli antichi pesi e misure del Granducato di Toscana e quelli moderni collocate sulla facciata del Palazzo comunale. Se ne occuperà la restauratrice senese Gloria Barbetti. L’impegno dell’amministrazione comunale è di 3mila euro (per lapide e tabelle granducali). «Si tratterà ora di rimettere in loco la lapide, o una copia qualora l'originale fosse troppo fragile per essere lasciata all'esterno – precisa Primi –. A questo punto il Comune dovrà decidere se murare la lapide sull'edicola senza intervenirci sopra o restaurarla. Il Comitato si augura che venga fatto un restauro filologicamente corretto salvando ed eventualmente integrando, quanto rimane della sistemazione muraria ancora leggibile caratterizzata da un intonaco a finta pietra bocciardata conservata anche nella zoccolatura di un edificio posto di fronte al pozzo».
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