Il Tirreno

Rigassificatore, scoppia la polemica in consiglio regionale

Una veduta della nuova area portuale di Piombino (Foto Pabar)
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Una veduta della nuova area portuale di Piombino (Foto Pabar)

Landi protesta per la mancata risposta alla sua interrogazione: «Giani dice di non sapere niente, un fatto che preoccupa»

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PIOMBINO. La questione del rigassificatore ha acceso la battaglia tra maggioranza e opposizione nel consiglio regionale. L’assessora Monni non ha infatti risposto in aula al question time del portavoce dell’opposizione Marco Landi. E il presidente Giani, interrogato sulla questione dell’infrastruttura da collocare a Piombino ha ammesso candidamente di non avere informazioni in merito. Si riassume in questo modo la discussione che ieri mattina si è tenuta con al centro l’ipotesi di collocazione del rigassificatore su una delle banchine del nuovo porto di Piombino. Nelle ore scorse le notizie battute dalle agenzie davano praticamente per certa la scelta del governo sulla collocazione delle due navi Fsru (una acquistata e l’altra noleggiata da Snam): una finirà a Ravenna, l’altra a Piombino. Il presidente Giani, secondo quanto riportato, sarà nominato a breve come commissario per la rigassificazione. «In realtà – ha spiegato Giani in consiglio – lo dico con molta chiarezza io non so niente, ci sono le agenzie dicono che io e Bonaccini saremo commissari. Ma non solo non mi è stato comunicato ufficialmente, ma anche dal ministero mi hanno comunicato che tutto questo non è ancora avvenuto». Secondo Landi, invece «è legittimo che l’opposizione in consiglio regionale chieda conto del progetto, della sua sostenibilità, del suo impatto sulle attività portuali. Gravissimo che la giunta regionale, nella persona dell’assessore Monni, non si presenti in aula per rispondere alla mia interrogazione. Evidentemente per la Regione i cittadini non meritano di sapere». Il consigliere regionale della Lega e portavoce dell’opposizione in consiglio regionale Marco Landi ritiene che «con l’interrogazione ho chiesto alla giunta – dice – di indicare i dettagli del progetto in loro possesso, la compatibilità con lo sviluppo del porto di Piombino e della città, la previsione di opere compensative. Domande legittime a cui per il secondo Consiglio consecutivo non ho avuto risposta. Il presidente Giani è intervenuto dicendo testualmente che ‘allo stato attuale non sa niente’. Un’ammissione che preoccupa».



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