Il Tirreno

Negli Orti sociali arriva l’acqua: l’Auser realizza la rete di irrigazione

Stefano Bramanti
Negli Orti sociali arriva l’acqua: l’Auser realizza la rete di irrigazione

Prosegue il progetto comunitario nel terreno di Albereto: i volontari hanno completato il sistema idrico per i campi

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PORTOFERRAIO. Orti sociali di Albereto, a Portoferraio, in continua crescita. Di recente è stato realizzato un impianto idrico completo, in grado di far giungere l’acqua in ogni appezzamento di terreno, gestito dai volontari aderenti all’Auser isolana, guidata dal presidente Giancarlo Pacini e dal suo vice Leo Ferrini, che ha fornito tubazioni in polietilene per tale opera.

Il sodalizio di recente ha raggiunto un accordo con il Comune mediceo e napoleonico al fine di curare uno spazio di 5000 metri quadrati nella periferia della città in attesa che l’ente pubblico locale realizzi i bandi di assegnazione degli orti.

Intanto Maurizio, ex carrozziere, Antonio un tempo camionista e altri volontari dell’Auser, tutti pensionati, con gli opportuni interventi tecnici sono riusciti a far arrivare l’acqua in ogni parte del terreno posto nella periferia portoferraiese di Albereto, per la precisione in via Nomellini.

Soddisfazione quindi in tutti coloro che si sono impegnati in questa avventura solidale e comunitaria, in grado di occupare il tempo libero, in modo sano e proficuo.

«Stiamo procedendo bene – spiega Pacini, che si avvale dell’esperienza del socio Fabrizio Antonini, delegato all’organizzazione –. Con le nostre forze e l’impegno di questi aderenti all’associazione, è stato possibile creare una rete idrica efficace, la quale attinge da un pozzo. Quindi accumuliamo l’acqua in un paio di depositi collocati nella parte più alta della zona. Da lì parte la rete idrica che raggiunge per caduta ogni angolo degli orti sociali, attraverso una serie di tubi collegati ad hoc».

Quindi tutto è ben congegnato ed esistono vari rubinetti, distanziati, in grado di attivare il flusso d’acqua destinato alle colture. Una soluzione che garantisce un servizio idrico indispensabile per le coltivazioni.

Dopo gli anni di stallo del passato, l’esperienza degli orti sociali è dunque avviata. Oltre gli aderenti all’Auser, il progetto coinvolgerà scuole e il Centro disabili di San Giovanni.

«Questo è il vero spirito – conclude Pacini – che deve caratterizzare un’attività sociale di elevato valore. Ci stiamo organizzando sempre meglio, in quanto vogliamo che questo spazio diventi un punto di riferimento per la città, dove si vivono momenti salutari e di socializzazione».

Un impegno atteso da anni, grazie a un progetto specifico della Regione Toscana, portato avanti dal Comune locale e dal sindaco Angelo Zini. Gli orti sociali, detti anche urbani per la Regione non rappresentano solo una risorsa concreta, ma anche un piano socio culturale in grado di sviluppare nuove idee e pratiche sulla qualità della vita, la sostenibilità urbana, il rapporto uomo-ambiente-natura: un intreccio di azioni che possono fortificare i rapporti tra i cittadini in modo concreto, puntando a realizzare una società che sia sempre di più impegnata nella solidarietà.

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